Emergenza senzatetto, il virus lascia i poveri sempre più soli e senza cure

Gli unici due volontari rimasti dell'Associazione Servizio di strada Onlus portano pasti e coperte calde ai senza fissa dimora. Anche il Comune adotta misure straordinarie aprendo i centri 24 ore su 24

Foto di repertorio

Remo Baldoni e Samir Al Atrash, di Servizio di Strada Onlus, escono ogni giorno alle 19.45 con il loro pulmino per consegnare pasti, coperte e mascherine ai venti senzatetto che, in questo marzo strano, dormono per le vie della città. «E’ strano a dirsi – continua il presidente della Onlus Baldoni –  ma sono proprio loro a darci tanta forza per andare avanti. Ci dicono di stare attenti, di non ammalarci, perché siamo gli unici a dare una mano e senza di noi sarebbero in un grosso problema. Rispetto a questa situazione di emergenza sanitaria sono frastornati, confusi. C’è chi dorme al Porto, così noi gli diamo appuntamento al teatro delle Muse e, oltre alla cena, gli consegnamo anche quelle poche mascherine e guanti che abbiamo. Un altro ragazzo aspetta alla fermata degli Archi per ricevere il pasto caldo e si prosegue così per un’ora, fino alla stazione dei treni. Una volta scambiavamo anche una risata, qualche battuta, adesso bisogna restare a distanza e seguire le indicazioni»..

Soli, si relegano frastornati ai lati delle strade della città ormai deserta a causa del Coronavirus: è questa la condizione che affligge i senza fissa dimora che vivono tra Piazza Pertini, la Stazione ferroviaria e il porto di Ancona. La notte ingoia questi uomini ai margini della società, mentre ad intervenire per aiutarli ci sono gli unici due volontari rimasti del Servizio di Strada Onlus. Questa associazione dal 2006 tenta di raggiungere ed aiutare i più poveri nascosti nelle vie della città dorica, distribuendo oltre sessanta pasti a sera e altrettanti vestiti caldi.

Ora, però, a causa dell’emergenza Covid-19, i volontari sono sempre meno, così come chi prepara i pasti ed è così che strutture come “La Tenda di Abramo” di Falconara sono costrette a sospendere il servizio di prima accoglienza non avendo alternative. «Le persone hanno paura – spiega Remo Baldoni, Presidente del Servizio di Strada Onlus - e ci sono sempre meno volontari disposti a consegnare i beni di prima necessità. Hanno il timore che in qualche modo, venendo a contatto con i senzatetto, possano essere contagiati e non vogliono correre rischi, né per se stessi e neppure per le loro famiglie».

Il Comune di Ancona, dal canto suo, adotta misure straordinarie aprendo le strutture di accoglienza 24 ore su 24 mentre solitamente si fanno turni di 15 ore: «Ci sono delle soluzioni che stiamo adottando - spiega Emma Capogrossi, Assessore ai Servizi Sociali - mentre il centro di accoglienza è attivo per tutto il giorno e per tutta la notte. Siamo fra i pochi Comuni ad avere un servizio pubblico dedicato ai senza fissa dimora che poi diamo in gestione tramite gara d'appalto. Putroppo esiste un problema reale con questa emergenza sanitaria e molti servizi regionali di prima accoglienza stanno chiudendo. Ho interpellato io stessa il dirigente regionale alle politiche sociali Santarelli per trovare una soluzione quanto prima. Inoltre, non tutti i senzatetto accettano di entrare nelle strutture. Acuni hanno problemi di dipendenze o alcool e, per entrare nei dormitori, bisgna seguire delle regole». Per i casi più difficili c'è una soluzione alternativa:  «Abbiamo in gestione un appartamento in via Astagno - prosegue l'Assessore - dove proponiamo un percorso per carcare di dare a queste persone strumenti per affrancarsi da quelle situazioni estreme in cui vivono. Attraverso dei corsi di formazione, dei laboratori e anche tramite la coabitazione, si sviluppano alternative per dar loro una seconda possibilità dalla strada alla casa». 

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In un momento di grande instabilità come questo, dove la Polizia locale non può che segnalare i casi più disperati, mentre la sanità non è in grado di sostenere altri malati e provvedere alla loro salute, è di vitale importanza sostenere questo tipo di attività.  «Nonostante tutte le problematiche – conclude Baldoni – non ci fermiamo e siamo sempre alla ricerca di persone che vogliano donare abiti maschili e coperte calde. Si può chiamare il numero 371.1150701 e passeremo noi a ritirare gli indumenti fuori dalla porta, così da evitare ogni tipo di contatto. Per il resto, si può visitare il nostro sito completo di tutte le informazioni».

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