Addio Gabriella, vinta dal Covid a 58 anni: «Non abbiamo neanche potuto darti un bacio»

La straziante lettera del figlio alla mamma: «Hai lottato contro il maledetto Coronavirus, sola in quel letto d'ospedale: non meritavi tutto questo»

Gabriella Angelucci aveva 58 anni

«Ciao Mamma, te ne sei andata senza che potessimo vederti o abbracciarti, senza poterti stringere la mano o darti un bacio in fronte. Non te lo meritavi»

Parole cariche di dolore, strazianti, quelle di un figlio che in due settimane si è visto portar via la madre da un nemico spietato e subdolo, chiamato Coronavirus. Aveva 58 anni Gabriella Angelucci. Viveva a Cingoli, lavorava all'azienda Fileni di Jesi. Si era assentata dal lavoro a febbraio per sottoporsi a un intervento per la sindrome del tunnel carpale, a Torrette. Qualche giorno dopo ha cominciato a sentirsi male: difficoltà respiratorie, sempre più gravi. A inizio mese, il ricovero all’ospedale di Jesi, dove il tampone ha portato alla luce la drammatica verità: aveva contratto il Covid-19. E’ stata in isolamento per due settimane, senza che i due figli e i suoi familiari potessero vederla, accarezzarla, consolarla. Perché il Coronavirus è disumano: non lascia scampo, annienta ogni tipo di contatto.

Ieri, il cuore di Gabriella, messo a dura prova dalla polmonite, ha smesso di battere. Il figlio su Facebook le ha detto addio con una straziante lettera d’amore: 

«Ciao Mamma, hai lottato i tuoi ultimi 14 giorni in un letto di ospedale di terapia intensiva, sedata, intubata, attaccata ad una macchina che ti faceva respirare... Hai lottato più che potevi contro questo virus maledetto, che ci ha costretto tutti a cambiare le nostre abitudini quotidiane... Hai lottato, come hai sempre fatto sì... Eri piccola, ma eri forte, chi ti conosce sa quante ne abbiamo superate, quante disavventure la vita ti ha messo davanti... nonostante tutto il tuo sorriso non lo negavi a nessuno, anche se non c'era proprio nulla da ridere. Hai vissuto da Guerriera! Te ne sei andata senza che potessimo vederti o abbracciarti, senza poterti stringere la mano o darti un bacio in fronte. Sola, in quel letto di ospedale! Non meritavi nulla di tutto quello che ti è successo. Non meritavi nemmeno di avere una celebrazione funebre come quella che avrai. Tutto questo ci rattrista ancor di più. Ciao Mia Adorata Guerriera. Ciao Mamma, ti amo». 

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