Stop all’abusivismo e al lavoro nero, Confartigianato: «Più tutela per la categoria»

Il direttivo di categoria che si è svolto ad Ancona ha lanciato un forte richiamo ai temi della legalità, contro un fenomeno, quello degli irregolari, che sta crescendo all’interno del comparto

Lavoro nero (foto d'archivio)

Stop all’abusivismo e al lavoro nero. Questo l’appello di Confartigianato Benessere di Ancona – Pesaro e Urbino che rappresenta la maggior parte delle  imprese del settore : parrucchieri, estetisti, tatuatori. Il direttivo di categoria che si è svolto ad Ancona ha lanciato un forte richiamo ai temi della legalità, contro un fenomeno, quello degli irregolari, che sta crescendo all’interno del comparto.

Gli abusivi evadono il fisco e le normative in materia di lavoro e di sicurezza, operano spesso all’interno delle mura domestiche, e oggi sfrontatamente si fanno anche pubblicità in rete, approfittando dei canali di comunicazione messi a disposizione dai social network per promuovere la propria attività.

 ‘Siamo pronti ad attuare azioni di protesta per ottenere maggiore tutela – dichiara Sonia Brunella, presidente Confartigianato Benessere - Chiederemo a breve un confronto con gli organismi preposti alla vigilanza e con i principali attori del territorio nell’obiettivo di definire una strategia comune contro abusivismo e lavoro nero, che preveda anche misure di prevenzione e contrasto online.’

‘L’attività degli abusivi  va combattuta con forza – dichiara Luca Casagrande, responsabile Confartigianato Benessere – perché danneggia chi opera nel rispetto delle regole, e può mettere a rischio la salute della clientela con procedure o prodotti non sicuri.’

Confartigianato Benessere Ancona - Pesaro e Urbino, oltre ad esser pronta ad organizzare una incisiva azione contro abusivismo e lavoro nero, ha in progetto di sensibilizzare l’opinione pubblica con una campagna informativa sulle tariffe minime per le prestazioni lavorative del settore nel rispetto di tutti i parametri di sicurezza, delle norme sul lavoro e degli obblighi verso il fisco, con un invito alla clientela a diffidare dei prezzi che scendono al di sotto di tale soglia e che sono pertanto ‘spia’ di una irregolarità.

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