Comitati: "Rischio leucemia tre volte più alto entro 4 km dalla raffineria"

Il sito dei Comitati Cittadini riporta le conclusioni dell'Indagine Epidemiologica sulla popolazione di Falconara Marittima - illustrata ai cittadini dall'Istituto Nazionale Tumori e dall'ARPA Marche

Nella foto: la distribuzione dei casi studiati

Il sito dei Comitati Cittadini riporta le conclusioni dell’Indagine Epidemiologica sulla popolazione di Falconara Marittima - illustrata ai cittadini dall’Istituto Nazionale Tumori e dall’ARPA Marche su invito di alcune associazioni di volontariato falconaresi:

“Nel caso di Falconara M.ma – si legge –  l’Indagine relativa al periodo 1994 - 2003 ha riguardato unicamente i decessi per queste patologie (leucemia o linfoma non Hodgkin, nrd) e ha fatto emergere un  rischio di ammalarsi 3 volte superiore per coloro che hanno abitato più a lungo (10 o più anni) all’interno di una zona compresa entro i 4 km di raggio dalla raffineria API rispetto a chi ha vissuto oltre i 4 km”. È importante sottolineare come si parli comunque di esposizione al benzene a basse concentrazioni, dunque nel rispetto dei limiti di legge.
“Pertanto – denunciano i comitati –  non è accettabile costruire e far ampliare le raffinerie di petrolio a ridosso delle abitazioni, dentro i centri abitati come è storicamente avvenuto per Falconara M. e per tante altre località italiane.
La certezza del risultato per quegli anni pone il problema sull’oggi, poiché la leucemia ed il linfoma non Hodgkin saranno ancora un problema per la popolazione falconarese negli anni a venire dato che, rispetto all’esposizione alla sostanza cancerogena, l’effetto si evidenzia dopo anni.”

E’ bene dire, come ha sottolineato il Direttore dell’Indagine - Dott. Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano - che “la leucemia ed il linfoma non Hodgkin sono patologie rare ma va altresì detto che esse sono comparse con una frequenza più alta della media in un settore della popolazione falconarese“.

Durante la conclusione, il Dott. Micheli ha posto l’accento sulla “Prevenzione Primaria“, cioè l’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia, e sull’importanza dei “Controlli sanitari, perché queste malattie le sappiamo anche curare bene, ma solo se sono prese in tempo. Ma siccome sono malattie rare in genere i medici di base non le riconoscono subito per cui è necessario uno sforzo di controllo sanitario in modo tale da riconoscerle subito qualora emergessero … E qualora emergessero fare in modo che nessuno muoia! (…) Sarebbe opportuno che venisse attivato il registro tumori della popolazione. Spero che la Regione lo capisca perché avere questi strumenti garantisce la possibilità di sapere come si evolvono certe malattie”
Fondamentale anche “il monitoraggio ambientale, poiché a quelle dosi che la legge considera basse comunque sono avvenuti un certo numero di decessi per cui i livelli ritenuti bassi dalla Legge non sono bassi abbastanza per tutelare la salute“.
 

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