Buon compleanno chef Moreno, 67 anni di attività: «Mi sento giovanissimo»

«Sono molto curioso e questa caratteristiche mi ha consentito di approfondire ed elaborare i concetti che esprimo nei miei piatti» racconta Cedroni

La torta sulla finestra del Clandestino

Estro, creatività, curiosità, sperimentazione. E' il mondo dello chef Moreno Cedroni, il patron de La Madonnina del Pescatore, Il Clandestino e Anikò. 67 anni (se sommati) di attività, esperienze nuove e viaggi che vanno dalla tradizione all’inesplorato.

Il più giovane di tutti, Anikò, è arrivato, con questa innovativa apertura stagionale, ad un traguardo importante: 15 anni di attività. Anikò viva una vita nuova infatti da salumeria ittica, la tenuta con cui ha debuttato, si è evoluto in un locale per Street Food & Drink, un ritrovo di punta per momenti di ristoro inimitabili. 

Il Clandestino invece, più grande di tre anni, ha raggiunto con questa stagione la maggiore età: 18 anni. Segno di effettiva maturità conseguita, il menù di quest’anno, che ha portato nella fresca palafitta sul mare di Portonovo i profumi e i sapori della cucina vichinga, sorprende con nuove sfumature e accostamenti audaci. 

Trentaquattro candeline sono state soffiate intanto dall’attività più longeva di tutti: La Madonnina del Pescatore, ristorante 2 stelle Michelin. Esigente, moderno il laboratorio, La Madonnina è un intreccio di tradizione e innovazione che riflette l’essenza dello chef. Traguardo importante, quello di quest’anno, la fa riscoprire straordinariamente dinamica, vitale, capace di sorprendere ancora, ogni volta, con i suoi sapori e la sua atmosfera inconfondibile.

«Mi sento giovanissimo nonostante i 54 anni d’età - afferma  Cedroni – che sommati ai 67 anni delle tre attività sono il prodotto delle avventure vissute, del confronto con altre culture e dell’incontro con i produttori. Ho girato il mondo per scoprire cosa e come mangiavano le altre popolazioni. Da ogni viaggio sono tornato arricchito di odori e sapori e negli anni i miei ospiti hanno condiviso con me le interpretazioni di nuovi ingredienti. Sono molto curioso e questa caratteristiche mi ha consentito di approfondire ed elaborare i concetti che esprimo nei miei piatti. Oggi più che mai penso di essere un cuoco contemporaneo che ha cura delle risorse della terra e dei suoi tempi, perché l’uomo si nutre di essa ed occorre rispettarla per poterne cogliere il meglio. Il cibo è nutrimento, non lo dobbiamo dimenticare ma non si può tralasciare il senso del piacere che ne scaturisce». Sul futuro conclude: «Tra 20 anni mi immagino ancora in giro per il mondo a scoprire nuovi sapori e colori, o forse su una barchetta di legno in mezzo al mare, a pescare».

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