Vallemiano: il Comune chiude il gattile, sfratto per 80 gatti

Lo ha deciso il Comune di Ancona: entro il prossimo 28 febbraio, il gattile di Vallemiano dovrà chiudere. La struttura ospita, si prende cura e salva dalla strada più di 80 mici. Ora rischiano di finire in strada

Il prossimo 28 Febbraio, più di 80 gatti di ogni genere, taglia e condizioni di vita, rischiano di ritrovarsi in mezzo ad una strada per la chiusura del Gattile Rifugio di Vallemiano. Chiusura voluta dal Comune di Ancona. Il motivo? La struttura sarebbe inagibile, anche se - dicono i volontari - nessuna perizia con tutti i crismi del caso è stata esibita nero su bianco a chi la struttura la manda avanti. Il gattile è una realtà attiva da anni: 200 metri quadrati dove i gatti randagi o abbandonati trovano una casa e un riparo, e vengono tolti dalle strade anconetane. A questi si aggiungano altri 300 metri quadrati di giardino, con tutto il necessario per il recupero e la tutela psico-fisica dell'animale. Un complesso unico nel territorio anconetano e regionale. Nel gattile di Vallemiano operano i 20 volontari dell'A.n.t.a. Onlus (Associazione nazionale tutela animali) della Sezione di Ancona che, oltre a prendersi cura dei trovatelli a quattro zampe, si occupano anche di adozioni. Una struttura che, per gli amici pelosi, deve essere temporanea. L'operato infatti consiste nel proteggere i mici dall'abbandono, da maltrattamenti e solitudine, ma con il fine ultimo di regalare ad ogni micio una famiglia che se ne possa prendere cura. I volontari dell'Anta fanno tutto questo e lo fanno gratuitamente, 356 giorni all'anno, da oltre sei anni.

Ora tutto questo potrebbe finire, senza una valida alternativa. A tutt'oggi manca ancora, infatti, una soluzione adeguata. L'abbandono o il trasferimento in un luogo che non sia ad hoc è impensabile per i volontari del centro. Perché? Innanzi tutto è vietato dalla legge numero 281 del 14 agosto 1991, poi recepita con Legge Regionale, che dice espressamente che “Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono”. Un altro motivo è dato dal fatto che, di fronte all'ipotesi di trasferirli in un area aperta, non si terrebbe conto che qui non si parla di animali selvatici o di colonia, ma di gatti con natura ormai domestica, che difficilmente potrebbero superare la prova della lotta per la sopravvivenza urbana. Nel Gattile poi ci sono anche molti felini con patologie croniche che devono essere seguiti con adeguate terapie giornalmente (alcuni micetti, per fare un esempio, prendono tutti i giorni la pillola per la tiroide): chi si occuperebbe di loro?

Infine, si rischia di venir meno ad un importante servizio pubblico e civico: il contrasto all'abbandono degli animali, ma soprattutto la lotta al randagismo. Quest'ultimo in particolare è un problema che, in alcuni comuni d'Italia, è diventato vera e propria emergenza. Un allarme che è anche economico perchè, indipendentemente dall'amore per gli animali che ogni cittadino ha, si deve prendere atto che le politiche comunali per il controllo della fauna selvatica pesano non poco sulle casse pubbliche. Un gattile dunque è un presidio contro la piaga del randagismo animale. Proprio su questo si è espressa Daniela Fiorini Campi, presidente dell'Anta Ancona, che ha detto: “L'abbandono e il randagismo sono terribili realtà su cui si spendono  tantissimi soldi pubblici”. Non solo una questione di cultura animalista dunque, ma di buon senso in termini di conti pubblici.

Ma che cosa chiedono i volontari del gattile alle istituzioni? “Noi chiediamo che il gattile non venga spostato e non venga toccato, cosa che anche molti cittadini chiedono– ha detto Daniela Fiorini Campi – Vorremmo anche che una soluzione venga concertata con chi, fino ad oggi, si è occupato di questi mici”. Meno di una settimana allo sfratto. Intanto è partita la gara di solidarietà da parte di molti cittadini, convinti che un amico a quattro zampe non si possa spostare da una parte all'altra come un oggetto.

APPELLO. I volontari si stanno impegnando in una disperata lotta contro il tempo e stanno cercando di raccogliere adesioni fra i cittadini. Per questo chiedono a tutti di inviare una mail all'indirizzo salviamoilgattilediancona@gmail.com per raccogliere quante più firme possibile e comunicare all'amministrazione la vicinanza della città. Ecco un testo-tipo che si può usare:

"Protesto contro la decisione del Comune di Ancona di chiudere il Gattile Rifugio Comunale di Ancona e contro l’unica proposta alternativa offerta dal Comune di collocare i gatti in un terreno senza strutture adeguate alla loro natura domestica.

Nome e Cognome"

E' stata creata anche una pagina Facebook: https://www.facebook.com/SalviamoIlGattileDiAncona

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