Quartier generali per alcolizzati, chiudono due locali al Piano

Gli agenti della polizia amministrativa e delle volanti hanno notificato il provvedimento del questore

La polizia sul posto

Uno è un Phone center, l’altro un minimarket. Entrambi sono noti nel quartiere come punto di ritrovo per ubriachi che trasformano quella parte di piazza Ugo Bassi nel centro del degrado. E’ la motivazione con cui questa mattina è scattata la sospensione della licenza per entrambe le attività, già gravate dallo stesso provvedimento lo scorso maggio. Stavolta però cambiano i termini temporali: non più 15 giorni di stop come l’anno scorso bensì un mese, mentre un’eventuale terza volta potrebbe già comportare la revoca definitiva delle autorizzazioni. Il provvedimento è stato disposto dal Questore Claudio Cracovia: «I locali sono noti e recidivi per l’assidua frequenza di persone pregiudicate e pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica- ha spiegato lo stesso questore- a seguito dei controlli fatti la scorsa settimana si è deciso di sospendere le licenze per spezzare questa sequenza. Lì davanti stazionavano persone anche in modo ingombrante, chiassoso e rumoroso che creava allarme per i cittadini e i residenti». Un segnale diretto non al Piano, specifica Cracovia: «Non faremo controlli mirati in quella zona, abbiamo uno spettro d’azione più ampio. E’ chiaro che abbiamo ricevuto più segnalazioni da parte di residenti e commercianti di quel quartiere e alle quali abbiamo dovuto dare riscontro, ascoltare la gente per dare risposte è un nostro compito». E’ importante precisare che la sanzione riguarda le attività, si tratta di una misura cautelare e non ci sono profili penali a carico dei titolari. 

Alle 10 in punto gli agenti della divisione PASI (Polizia Amministrativa, Sociali e dell’Immigrazione) si sono presentati nei locali accompagnati dagli agenti della squadra Volante. Le formalità per l’applicazione del provvedimento sono iniziate dal phone center. Il controllo dei documenti, la motivazione del provvedimento, poi l’applicazione del cartello sulla vetrina e infine la chiusura della saracinesca. Scena ripetuta poco dopo per il minimarket a fianco, dove è arrivato nel corso della mattinata anche il consigliere comunale FdI Angelo Eliantonio. Questo locale era già chiuso per l’assenza del titolare, i poliziotti hanno rintracciato un dipendente che aveva la disponibilità delle chiavi. Con la possibilità di notificare l’atto a una persona fisica è stato dunque possibile iniziare la procedura.

 

Il provvedimento è stato ben accolto da alcune persone che lavorano in zona, che però hanno preferito restare in anonimato. Tra queste c’è una giovane commerciante: «Il pomeriggio qui è carico di italiani ed extracomunitari, i primi ad arrivare sono proprio i nostri connazionali- ha spiegato una commerciante- dopo lo spostamento del Sert dall’Umberto Primo al Crass vengono in questa zona e poi cominciano a bere, perché in quei locali le birre costano meno della metà». Sempre le solite facce, si dice nel quartiere: «Si radunano in una quindicina- continua la ragazza- a me hanno urinato sul muro dell’attività, io resto sto chiusa dentro al negozio». Paura? «Una volta ho fatto cenno a due di andarsene e uno mi ha sputato, ho avuto paura quando mi è capitato di vedere con i miei occhi un passaggio di droga in pieno giorno». 

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