Chiara, due mesi tra i bambini del Tamil Nadu: «Ecco perché mi sento per metà indiana»

Ha conosciuto la parte dell’India dove bambini hanno bisogno di tutto e se ne è innamorata. «Laggiù ho lasciato una parte di me, ci tornerò perché ormai mi sento mezza indiana»

Chiara Ercolani

Ha conosciuto la parte dell’India dove bambini e non solo hanno bisogno di tutto e se ne è innamorata. «Laggiù ho lasciato una parte di me, ci tornerò perché ormai mi sento mezza indiana». Chiara Ercolani ha 34 anni, è una fisioterapista anconetana che l’anno scorso ha materializzato uno dei suoi sogni, quello di intraprendere un viaggio umanitario. Il 19 dicembre scorso ha chiesto un’aspettativa ed è tornata in India per la seconda volta per trascorrere due mesi, Natale compreso, con quelli che chiama “i suoi nipotini”. Sono i bambini che Don Alex Ravindran, sacerdote indiano che ha trascorso un periodo in Italia, sta aiutando con progetti di assistenza: un orfanotrofio chiamato “Casa Beato Bartolo Longo”, una scuola dell’infanzia primaria, una un orfanotrofio femminile e presto anche una casa di assistenza per Anziani di cui a febbraio è stata posata la prima pietra. 

«La mia seconda famiglia»

Luoghi e volti che per Chiara sono diventati una seconda casa e una seconda famiglia. A febbraio dello scorso anno, insieme all’amica Letizia, faceva parte del gruppo di volontariato che ha trascorso diversi giorni a Thalarkulam, nello Stato del Tamil Nadu, nella stessa comitiva di cui fa parte la sempreverde Vitaliana Bolognini. Stavolta Chiara non è partita con quel gruppo che negli anni si è formato tra Ancona e provincia, ma lo ha anticipato e ne ha preparato l’arrivo vivendo un’esperienza più intima con quell’India che ormai l’ha quasi adottata. «Sono partita con Paola, una signora che ho conosciuto nelle diverse cene solidali, abbiamo espresso la volontà di tornare in India sotto Natale e di dormire nell’orfanotrofio, cosa che con il gruppo era impossibile per questione di numero. Mi sono messa alla prova, all’inizio è stato difficile ma con il tempo e anche con la mediazione di don Alex tutto si è semplificato. Ho studiato inglese, ho creato relazioni diverse e sono riuscita a capire come essere di aiuto». Dal 19 dicembre al 14 febbraio Chiara ha fatto un po' di tutto: animatrice, collaboratrice domestica e perfino insegnante di canto. «A Natale mi sono data da fare per divertire i bambini con canzoni in inglese, a capodanno li abbiamo portati in Kerala dove si incontrano due mari e ho trascorso capodanno con 24 bambini che volevano tuffarsi e giocare. Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare come sarebbe stato il Natale ad Ancona. Temevo il momento in cui Paola sarebbe tornata in Italia e mi ero portata dei libri per occupare i momenti in cui i bambini erano a scuola, ma non ne ho avuto bisogno. Ho fatto la collaboratrice domestica e scolastica a tempo pieno e con Sargash, uno dei principali collaboratori, abbiamo stilato progetti per cercare finanziamenti necessari all’ampliamento della scuola. Mi sono sentita babysitter, tata, amica, sorella e coetanea. All’inizio mangiavo cose a parte, meno speziate e con le forchette, ma con il tempo anche questi tabù sono andati via». Con alcuni bambini il rapporto è stato più stretto: «Manikandan mi ha insegnato dei piatti che lui sapeva fare bene, Gonda era il mio insegnante di Tamil». Lo scorso anno Chiara è stata tra le fondatrici della Onlus “Amici di Casa BBL”, che raccoglie fondi per i progetti di don Alex e ha adottato un bambino a distanza. 

Come sostenere l’associazione

Chi volesse sostenere l’associazione può farlo tramite bollettino postale numero 1038256648 intestato a: “Amci di casa BBL”, associzione Onlus, via Raffaello Sanzio 237, 60019 Senigallia (An). Si può anche donare il 5x1000 utilizzando il codice fiscale 92042620424. 
 

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