Esplosione alla centrale termica, l'operaio lotta ancora tra la vita e la morte

Le sue condizioni sono ancora critiche. Gli aggiornamenti sulla vicenda

JESI - Un'esplosione che squarcia come una lama il silenzio di via Agraria ed un uomo che viene trovato a terra dopo essere stato sbalzato per alcuni metri. E' ancora in condizioni critiche l'operaio di 50 anni, originario di Cupramontana, rimasto gravemente ferito nell'incidente avvenuto martedì 26 marzo alla centrale termica dell'ospedale "Carlo Urbani" di Jesi. 

L'arrivo dei soccorsi - VIDEO 

L'uomo stava lavorando all'interno della struttura, quando intorno alle 11 è stato travolto in pieno dall'esplosione di una caldaia. A soccorrerlo per primo è stato un residente, Ivo Tittarelli, che è corso in ospedale per chiedere aiuto. L'ambulanza della Croce Verde lo ha poi trasportato nel vicino nosocomio, dove l'operaio è rimasto alcuni minuti fino al trasporto in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette, dove si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata ed in pericolo di vita. Gravi le ustioni provocate dalla deflagrazione, così potente da far saltare per decine di metri la copertura in lamiera della canna fumaria, trovata completamente piegata nel giardino di un'abitazione. 

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