Carceri, quasi la metà dei detenuti ha problemi di droga

La fotografia del rapporto 2018 sui sei istituti di pena presenti in regione. Montacuto sovraffollato: ci sono oltre il 23% di detenuti in più della capienza massima

Quasi la metà fa uso di droghe. Ci sono meno agenti di polizia rispetto all'argonico previsto che devono sorvegliare situazioni di sovraffollamento. Le carceri marchigiane e la loro situazione sono state fotografate all'interno del Rapporto 2018 presentato questa mattina da Andrea Nobili, Garante regionale dei diritti, per porre l'attenzione su vecchie e nuove criticita. Con Nobili c'erano anche il presidente del consiglio, Antonio Mastrovincenzo, e il consigliere pentastellato Gianni Maggi.

Troppi detenuti a Montacuto

Il carcere anconetano è il primo in classifica per numero di detenuti. Ce ne sono 316 detenuti, quasi il 42% stranieri, quando la capienza dovrebbe essere di 256 reclusi. Le sezioni di alta sicurezza a tutt’oggi ospitano 65 persone (tutti italiani). In generale, nelle carceri marchigiane, ci sono 929 detenuti, -10% rispetto al 2017. Aumetano i detenuti stranieri: sono 314, + 1,3%. Nel corso della presentazione ufficiale del report, ospitata a Palazzo delle Marche, Nobili non ha mancato di confermare alcune delle maggiori criticità. In primis quella del sovraffollamento che, seppure non con percentuali elevatissime, continua a destare preoccupazione, considerate anche le oscillazioni delle presenze registrate in alcuni particolari periodi. A questo vanno rapportate le più volte denunciate carenze negli organici, sia sul fronte della polizia penitenziaria, sia su quello di tutte le altre figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale (considerato il significativo numero di stranieri) e di assistenza sanitaria e psicologica, anche in considerazione dell’aumento di alcune patologie come quelle di carattere psichiatrico.

Preoccupano droga e mancanza di personale

Sempre in relazione preoccupante l’aspetto sanitario: il problema delle tossicodipendenze riguarda il 48,9% dei detenuti. «Una situazione complessa - spiega Nobili - aggravata dalla crisi economica e dal taglio dei fondi previsti, che spesso ha determinato difficoltà nel garantire i servizi primari. A risentirne anche le attività trattamentali, che, seppur ben avviate in alcuni istituti, hanno dovuto fare i conti con l’esiguità delle risorse regionali ed i ritardi nella loro assegnazione. Il supporto del volontariato, come ribadito nel terzo tavolo di confronto organizzato recentemente dal Garante con le associazioni di settore, ha permesso di far fronte ad alcune emergenze, riempiendo i vuoti che si sono inevitabilmente creati». Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 590 agenti di polizia penitenziaria (su 655 assegnati), 18 educatori e 14 psicologi. Per quanto riguarda la situazione sanitaria, le tossicodipendenze mantengono sempre il primato con 454 detenuti (pari al 48,9%), segnalati dall’area sanitaria, che presentano problemi di droga, mentre a seguire figurano le patologie di tipo psichiatrico, con 98 casi accertati.

Nel suo intervento il Presidente Antonio Mastrovincenzo ha ricordato «l’impegno del Consiglio regionale sul fronte delle problematiche legate al sistema carcerario, non mancando di evidenziare l’importanza del confronto diretto attivato dal Garante attraverso gli incontri con le rappresentanze della polizia penitenziaria, del volontariato, dei settori sanitario e sociale. Non posso che ribadire l’importanza delle attività trattamentali, per le quali nel bilancio preventivo 2019 abbiamo previsto uno stanziamento di 260.000 euro. E’ una risorsa ovviamente non sufficiente, ma sta a confermare la nostra attenzione nei confronti di questo settore».

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