Corruzione, Caglioti sospeso per aver rispettato segreto su indagini: «E' dittatura»

Un anno e più di indagini quelle portate avanti dalla sezione giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona insieme agli agenti della Squadra Mobile e adesso ecco che cosa è successo

Marco Ivano Caglioti

Un anno e più di indagini quelle portate avanti dalla sezione giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona insieme agli agenti della Squadra Mobile nell'ambito della corruzione in Comune, che sta facendo tremare le fondamenta della città. Per questo, dopo il lento smembramento della sezione giudiziaria con sostituzioni e trasferimenti a ruoli demansionati, adesso arriva anche la sospensione del maggiore Marco Ivano Caglioti. La sua colpa? Non aver informato i vertici della Municipale della sua attività lavorativa di questi ultimi mesi. Non ha parlato con la Comandante e con la Giunta. Del resto, non lo ha fatto perché non poteva farlo. Per 2 motivi: primo, stava indagando proprio in quell’ambito e secondo c’era un segreto istruttorio da tutelare visto che le indagini erano state delegate direttamente dalla Procura di Ancona nelle persone dei pm Ruggiero Dicuonzo e Valentina D'Agostino. Un silenzio che, nelle scorse settimane, aveva portato ad un battibecco tra Caglioti e la comandante Eliana Rovaldi, la quale avrebbe segnalato il tutto all’Ufficio provvedimenti disciplinari. Da qui la sospensione per 10 giorni, che parte da oggi. Dunque Caglioti punito dal Comune per aver indagato e per aver fatto rispettare la legalità, ma il Comune precisa come quella sospensione sia arrivata un mese prima della bufera giudiziaria e che nulla ha a che vedere con l'inchiesta sulla corruzione. (LA REPLICA DEL COMUNE DI ANCONA)

Il commento dell'UGL e l'azione del sindacato 

«Per noi ad Ancona succedono cose strane. - ha detto il segretario del sindacato Ugl Vincenzo Marino - I lavoratori onesti vengono penalizzati e vessati, mentre chi lavora oltre i confini della legalità, come abbiamo appreso dalla cronaca recente, viene visto di buon occhio. Nella Polizia Municipale di Ancona, negli ultimi 5 mesi, abbiamo assistito a pressioni fiscali e psicologiche, come quando i vigili della sezione giudiziaria vennero valutati con giudizi scandenti perché non comunicavano all’esterno la loro attività di indagine». Infatti dopo quelle schede di valutazione, alla richiesta di chiarimenti, dai vertici avrebbero risposto: «Non sappiamo cosa combinate». Cosa combinavano? Portavano a termine una delicatissima inchiesta sulla corruzione nel Comune di Ancona, culminata giovedì scorso con 5 arresti e 30 indagati, tra cui 4 assessori. E non è che una cosa del genere potesse essere comunicata alla leggera, neppure ai vertici della Municipale, soprattutto alla politica cittadina. Ora Caglioti, tramite il sindacato UGL, sta portando avanti un’opera di conciliazione e martedì è già fissato un incontro con il direttore generale del Comune dorico. 

Agenti trasferiti e l'appello: «Servono per indagare»

Oltre a questi però ci sono i trasferimenti, cioè numerosi agenti della giudiziaria da tempo spostati in strada, a fare multe o dirigere il traffico. E forse, visto quello che sta succedendo negli uffici del comune dorico con 4 assessorati sotto la lente della Procura, sarebbe il caso che quegli agenti con esperienza investigativa tornino ad occuparsi di indagini penali. Lo dice il sindacato, che commenta: «Tutto questo è uno scandalo - insiste Marino - L’Ugl non solo chiede il reintegro nel corpo polizia giudiziaria come in origine degli agenti trasferiti senza motivo, ma siamo pronti ad ogni azione legale e amministrativa per ridare dignità ai lavoratori onesti e andremo fino in fondo, anche davanti al giudice del lavoro».

Lega: «Metodi autoritari»

Sul caso interviene anche il segretario provinciale della Lega Milco Mariani: «E’ vergognoso sia voler fare pressioni su Caglioti perché violi il segreto istruttorio come anche il depotenziamento della struttura della polizia giudiziaria della Municipale, sembrano metodi di altre zone d’Italia, mobbizzanti, autoritari e al limite della democraticità». 

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