Il giallo del cadavere nel fiume, identità misteriosa: è morto per annegamento

L'autopsia esclude segni di violenza sul corpo dell'uomo rinvenuto alla foce dell'Esino

Il luogo del ritrovamento del cadavere

Permane fitto il mistero sul cadavere rinvenuto giovedì mattina alla foce dell’Esino dai carabinieri di Falconara. L’autopsia, eseguita dal dottor Manuel Papi, medico legale incaricato dalla procura, ha escluso segni di violenza sul corpo e ha rilevato la presenza nei polmoni di segni di una sofferta asfissia da annegamento. Le ammaccature presenti sul campo, invece, non sarebbero il frutto di lesioni inferte da soggetti terzi (le radiografie sono negative per traumi ossei), bensì la conseguenza dell’azione esercitata dalla corrente contro il letto del fiume. Durante l’autopsia, sono stati prelevati frammenti del corpo per eventuali comparazioni genetiche, non appena sarà possibile profilare l’identità dello scomparso e, quindi, fare un paragone. Inoltre, i militari specializzati nelle investigazioni scientifiche, prima dell’esame autoptico, alla presenza del medico legale e degli uomini della Tenenza di Falconara, sotto il coordinamento del comandante Michele Ognissanti, hanno proceduto a una complessa operazione di esaltazione delle creste papillari della salma, riuscendo a rilevare le impronte solo di alcune dita delle due mani. Le operazioni sono state complicate dall’avanzato stato di putrefazione del corpo, su cui non sono stati rinvenuti tatuaggi o segni particolari di identificazione. E’ stato effettuato anche un calco dei denti. Perlomeno è stato possibile inquadrare la presumibile età dell’uomo: avrebbe tra i 70 e gli 80 anni

La salma resterà ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa che vengano estese le investigazioni: si attende infatti una risposta dalla banca dati, dopo l’inserimento delle impronte digitali, nella speranza di ricevere riscontri, mentre i campioni di tessuto e di Dna sono stati archiviati per eventuali confronti successivi. Nessuno ha denunciato la scomparsa dell’uomo che, dunque, è morto nella sua solitudine. I carabinieri hanno indagato nel mondo dei clochard, ma i 7-8 attenzionati a Falconara hanno tutti risposto all’appello. Per questo le ricerche verranno estese sia geograficamente sia cronologicamente, prendendo in considerazione tutte le denunce di scomparsa a ritroso nel tempo e al di fuori dei confini regionali. Per le caratteristiche del fiume, gli inquirenti tendono ad escludere che il corpo sia arrivato alla foce da troppo lontano e sarebbe rimasto in acqua dai tre ai dieci giorni, considerato lo stato di decomposizione. Se l’annegamento è la causa della morte, resta da chiarire perché l’uomo sia finito nel fiume: un malore, un incidente, ma non è escluso nemmeno l’ipotesi suicidaria. 

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