Bimba sequestrata in casa, la madre stuprata e costretta a prostituirsi

A difendere i tre l'avvocato Filippo Paladini, convinto che non ci sia stato alcun sequestro di persona perché le accuse si baserebbe sulle dichiarazioni della presunta vittima, che ha dato versioni contrastanti

Foto di repertorio

Era arrivata in Italia con la speranza di trovare un lavoro, sposarsi e dare un futuro migliore alla figlia. Si era fidata di un aggancio trovato su internet, di quel connazionale che viveva ad Ancona e le aveva garantito un aiuto per ricominciare daccapo. Invece è stato un inferno per lei, 24enne romena, arrivata nel capoluogo dorico nel settembre 2016 per incontrare tre connazionali, padre e due figli. Avrebbero dovuto aiutarla ad accudire la bimba di 1 anno e mezzo mentre lei si dava da fare per trovare un impiego. Ma non erano questi i piani dei tre uomini, che hanno invece costretto la giovane a prostituirsi, abusando della loro posizione per schiacciare le speranze di una ragazza appena arrivata in Italia. Le dissero che sarebbe stato per poco, giusto il tempo di tirar su dei soldi. Senza esserne consapevole era già diventata schiava del vortice della prostituzione. Ha provato e ribellarsi, ma ogni volta i due fratelli la punivano. Picchiata e stuprata dai due romeni residenti ad Ancona che così rimarcavano il loro potere su una donna diventata ormai oggetto. Fino a quando è stata costretta a consegnare i suoi documenti ai suoi aguzzini, che le hanno poi chiuso le porte della casa in cui si trovava sua figlia. Un sequestro di fronte al quale ha trovato la forza di denunciare tutto ed è per questo oggi la Procura di Ancona ha chiuso le indagini intorno a tre uomini originari della Romania e da anni residenti ad Ancona: padre di 59 anni e figli di 31 e 23. Sono accusati di sequestro di persona, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Solo ai figli sono contestate anche le minacce e la violenza sessuale aggravata.

Già perché secondo il pm titolare dell’indagine Mariangela Farneti, la giovane romena non solo sarebbe stata tradita da chi le aveva prima promesso aiuto e l’ha poi costretta a vendere il proprio corpo dietro ricatto. Sarebbe stata anche picchiata e violentata quando provava a ribellarsi o semplicemente non faceva le cose come le erano state imposte. Come quella mattina del maggio 2017 quando lei, dopo aver ricevuto dei clienti in albergo, aveva anche avuto la premura di pagare la stanza. Non doveva farlo: i due fratelli erano stati chiari sul fatto di non pagare le stanze di albergo. Così quando la donna ha incontrato il 23enne, questo l’ha colpita con due pugni al volto per poi chiamare al cellulare il fratello, arrivato poco dopo per punirla a modo suo. Violentata da chi le aveva teso una mano sì, ma solo per spingerla nel buco nero della prostituzione dorica. 

Gli investigatori hanno chiuso le indagini intorno a questa vicenda che si discuterà alla prima udienza preliminare fissata per il 12 dicembre prossimo alle Filippo Paladini-2ore 9. A difendere i tre romeni ci sarà l’avvocato Filippo Paladini (foto a sinistra), convinto che non ci sia stato alcun sequestro di persona almeno per due motivi. In primis perché l’intero impianto accusatorio della Procura si baserebbe sulle dichiarazioni della presunta vittima, che fin dall’inizio si era appoggiarsi all’appartamento dei suoi connazionali senza alcuna costrizione. Secondo perché, in sede di incidente probatorio, la 24enne avrebbe dato una versione dei fatti incongruente e contraddittoria. Lo stesso incidente probatorio in cui la vittima ha raccontato di essere stata costretta a rapporti sessuali con i suoi aguzzini in almeno  3 circostanze a maggio. Era almeno un mese che non vedeva la sua piccola ed è forse stata questa la molla che l’ha portata a denunciare tutto ai carabinieri di Falconara, che hanno subito fatto scattare un blitz a casa dei 3 romeni. Lì i militari hanno trovato la bimba insieme al 59enne, padre dei due fratelli accusati degli stupri, che però non erano in casa. Di loro non vi è più stata traccia e sono tutt’ora irrintracciabili

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