Barriere architettoniche, per Italo un viaggio a quattro zampe sul bus

E' la terza di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida

Italo sale su un autobus

Un approfondimento sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede. E' la terza di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida. 

«Ciao a tutti! Mi chiamo Italo e sono un cane guida. Quanti di voi fanno i pendolari per andare al lavoro? Immagino sarete in tanti. Anch’io e la mia padrona facciamo i pendolari. La mia padrona tutti i giorni va al lavoro con l’autobus. Prendiamo una linea extraurbana. A me piace perché ci sono sempre le stesse persone e quando saliamo ci salutano. Io mi fermo un momento a guardarli uno ad uno prima di acciambellarmi ai piedi di Stefania. Qualcuno dice che controllo se hanno timbrato il biglietto…ma mica è vero, bau! Questa linea non è caotica come certe che ho preso in città. Qui io e la mia padrona troviamo sempre dove sederci. Infatti ci sono posti riservati ai disabili che, nelle linee extra urbane, sono quelli davanti, vicino all’autista. Se sono occupati, spesso ci cedono il posto. E questa è una cosa importante, perché se stiamo in piedi è molto più difficile restare in equilibrio quando il bus frena di colpo. A proposito di autisti, gli autisti delle autolinee Reni sono tutti molto bravi, io li conosco quasi tutti, ma alcuni sono speciali: Peppe, Gianluca, Mirco, ma a me è simpatico Tiziano perché dice che a forza di guardarlo prima o poi imparerò a guidare l’autobus pure io! Beh, io sono fortunato, ma il mio amico Freddy un po’ meno. Freddy è un cane guida come me, solo che lui è tutto nero. Mi ha raccontato che l’autobus che prende insieme al suo padrone, che parte da Agugliano, è spesso strapieno e lui e il suo padrone hanno molta difficoltà a trovare un posto libero, e quasi nessuno cede loro il posto, nemmeno quelli riservati ai disabili…poverini! Girare in città per me significa dovermi concentrare molto perché ci sono tanti pericoli. Io cammino sempre sul marciapiede e quando dobbiamo attraversare la strada, se non c’è il semaforo è un problema. A dire la verità, anche se c’è il semaforo è un problema se non è provvisto di segnalatore acustico. Del resto noi cani, mica vediamo i colori come gli umani. Qui ad Ancona di semafori che suonano ce ne sono diversi, ma in altre città qui vicino no. Non riesco a capire perché è così difficile mettere in tutti i semafori il segnalatore acustico. I miei amici cani guida londinesi ad esempio, dicono che lì ogni semaforo ha il segnalatore acustico. Ma qui non siamo a Londra. Insomma qualche volta arriviamo in ufficio che siamo già stressati…si dice così vero? Una sera abbiamo perso l’autobus. Era buio, stavamo alla fermata di piazza Roma. Purtroppo in quel posto gli autobus si fermano uno dietro l’altro. La mia padrona ha provato a chiedere se quello che aveva davanti era quello che serviva a noi, ma nessuno le ha risposto, perché tutti andavano di corsa. Così l’autobus è passato e noi non lo abbiamo preso. Purtroppo, essendo oramai tardi, la mia padrona ha dovuto chiamare un taxi per tornare a casa. Io ero molto preoccupato perché una volta a Milano un tassista ci ha detto che non potevamo salire perché non voleva peli dentro la sua macchina. La mia padrona gli ha risposto che eravamo noi a non voler salire su un taxi del genere. Ma poi la paura è scomparsa perché ad Ancona i tassisti sono sempre molto carini con noi. E mi stanno pure simpatici. Anche il viaggio è vita. E dovrebbe essere piacevole per tutti. Bau!».

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