Dissequestrato il caffè dello spaccio, barista patteggia: «Compravo il fumo per i miei amici»

Gli agenti della Squadra Mobile di Ancona, guidati dal capo Carlo Pinto, hanno agito ieri al termine di una serie di indagini

Corner Caffé sequestrato

Aveva in casa banconote false e spacciava fumo agli amici, ai consumatori di droga e lo faceva proprio dal bancone del bar dei suoi genitori. Per questo ieri la Polizia ha effettuato un blitz al Corner Caffé, all’angolo tra pizza Ugo Bassi e via Colombo, arrestando un barista anconetano di 20 anni, figlio dei due titolari, sequestrando il locale dopo aver trovato il fumo e i soldi taroccati. Stamattina il giovane, difeso dall’avvocato Laura Versace (foto a L'avvocato Laura Versacesinistra), ha ammesso di fronte al giudice Paolo Giombetti di aver comprato hashish e marijuana per conto di alcuni amici che frequentavano il locale, ma ha negato di aver utilizzato in qualche modo i soldi fasulli. Non aveva idea che quella banconote fossero finte perché provenivano dal fondo cassa del locale. Fatto sta che alla fine il giovanissimo barista, incensurato, ha patteggiato la pena di 1 anno e 8 mesi (1 anno per le banconote e 8 mesi per la droga) ed è tornato in libertà. Non solo, la toga dorica ha anche disposto il dissequestro del bar. 

Il blitz degli agenti della Squadra Mobile di Ancona, guidati dal capo Carlo Pinto (foto in basso), hanno agito ieri al termine di una serie di indagini coordinate dal pm Marco Pucilli, in cui i poliziotti avevano notato un continuo via vai sospetto di persone. In particolare uomini e donne già note all’Antidroga. Alla fine è scattato il blitz nel Corner Caffé dove gli agenti hanno trovato diversi frammenti di hashish per circa 1 etto, nascosto in un ripostiglio del locale, un bilancino di precisione ed una lama usata per il taglio dello stupefacente. Nei pantaloni del ragazzo mille euro in contanti che, per gli investigatori, sono i proventi dello spaccio. Non la pensa così il 20enne, che in tribunale si è difeso spiegato: «In passato avevamo avuto sospetti di furti nella cassa del locale da parte di qualche conoscente e così, da quella volta, i pezzi più grossi a fine giornata li metto in tasca. Quei mille euro sono il denaro dell’attività del bar». Ma ad appesantire la posizione del giovane quanto trovato a casa dei genitori: nella camera da letto la Polizia ha trovato altri frammenti di hashish e marijuana, 255 euro in contanti e quattro carte da 20 euro risultate false. Sono così scattate le manette per il barman presunto pusher e i sigilli per il locale nel cuore del Piano. 

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