Osimo sempre più internazionale con la mostra su Banksy

L’esposizione si inserisce nel ricco calendario di mostre promosse in questi anni dall’amministrazione comunale

Dal 29 marzo al 7 luglio 2019 a Palazzo Campana, Osimo, si terrà la mostra “From the street to the Museum”, dedicata allo street artist conosciuto come “Banksy”, a cura di Gianluca Marziani e Stefano Antonelli. La mostra è organizzata dal Comune di Osimo, in collaborazione con l’Associazione MetaMorfosi, l’Azienda Speciale A.S.S.O., la Regione Marche, l'Istituto Campana, la Fondazione Don Carlo Grillantini, la Camera di Commercio delle Marche e la Confcommercio Marche Centrali.

L’esposizione si inserisce nel ricco calendario di mostre promosse in questi anni dall’amministrazione comunale, tra cui Da Rubens a Maratta" (2013), "Lotto, Artemisia, Guercino. Le Stanze segrete di Vittorio Sgarbi" (2016), "Capolavori Sibillini. L'arte dei luoghi feriti dal sisma" (2017), e “Giorgio de Chirico e la Neometafisica” (2018), con l’intento di proporre al pubblico una mostra d’arte “strettamente” contemporanea e di coinvolgere maggiormente le giovani generazioni.

Le prime opere di Banksy compaiono all’inizio degli anni Novanta sulle strade di Bristol, che stava vivendo una stagione di intensi fermenti artistici. Provocatorio, ironico, imprevedibile, Banksy parla di guerra, inquinamento, repressione, di omologazione e manipolazione nella società occidentale, con immagini dal potente impatto evocativo che, semplicemente, appaiono da un giorno all’altro per la strada, in posti qualunque, sulle pareti degli edifici, visibili a chiunque passi di lì. Sempre restando anonimo: la sua identità non è mai stata svelata e le ipotesi su chi si celi dietro la firma di quei graffiti, che negli anni sono apparsi sui muri di tutto il mondo, hanno alimentato il mito di Banksy. Appena quattro mesi fa è tornato a far parlare di sé per la sua opera Balloon Girl che, appena è stata venduta all'asta londinese di Sotheby's, si è autodistrutta scivolando attraverso un tritadocumenti nascosto nella sua cornice. Tra il 2002 e il 2009 Banksy pubblica 46 immagini su carta che vende tramite la sua “print house” Pictures on Walls in Commercial Rd. (Londra). Al Campana sarà esposta una rigorosa selezione con le migliori 30 immagini finora prodotte, quelle che hanno decretato il successo planetario di un artista tra i più complessi e intuitivi del nostro tempo. Opere originali provenienti da collezioni private, serigrafie che Banksy stesso ha fatto realizzare e che riproducono alcune delle sue immagini più conosciute e provocatorie. “Banksy con la sua arte rappresenta al meglio lo spirito dei nostri tempi – ha spiegato il curatore Gianluca Marzianicon la sua produzione iconografica comunica in modo universale le grandi emergenze della società odierna e invita il fruitore a rifletterci sopra. Un’arte quindi diretta e dal grande impatto visivo, che ha saputo coinvolgere il pubblico giovane, vero target dell’esposizione osimana”.                          

I 30 lavori esposti in questa mostra – ha aggiunto l’altro curatore Stefano Antonelli - sono immagini chiave per comprendere l’artista; spiegano perché Banksy faccia queste cose, i principi che ci sono dietro, la sua chiave politica, la lettura del sociale, la sua visione culturale del sistema”. Per la prima volta una mostra esamina e analizza le immagini originali di Banksy all’interno di un quadro semantico esaustivo che ne veicoli origini, riferimenti, relazioni tra gli elementi, implicazioni e piani di pertinenza. Assieme alle immagini saranno presenti: infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, testi a muro con sue citazioni da libri, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte, palloncini “I am an imbecile” usati a Dismaland e alcuni video.

L’onorevole Pietro Folena, presidente dell’Associazione Culturale Metamorfosi ha ricordato il proficuo rapporto di collaborazione già avviato negli ultimi anni con il Comune di Osimo ”Una città estremamente sensibile al mondo dell’arte che si sta rivelando anche un importante volano economico. Con Banksy Osimo ha fatto un ulteriore passo di avvicinamento verso un’arte sempre più popolare, meno di nicchia e maggiormente rivolta ai giovani”. Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni ha espresso tutta la sua soddisfazione per la quarta mostra allestita in appena 5 anni di mandato. “Osimo con queste esposizioni ha saputo rimarcare ulteriormente la sua forte vocazione culturale: una città dinamica, ammirata per le sue bellezze e sempre pronta ad allestire iniziative capaci di suscitare interesse. La mostra su Banksy darà un ulteriore tocco di internazionalità alla nostra ricca offerta turistica e culturale”.

Per una mostra rivolta in particolar modo ai giovani non poteva mancare il coinvolgimento delle scuole – ha aggiunto l’assessore alla cultura e vicesindaco Mauro Pellegrini – l’arte proposta da Banksy è bella non solo dal punto di vista estetico, ma per ciò che comunica, un’arte che stimola e fa riflettere, ma fa anche solidarietà. Per ogni biglietto venduto - ha aggiunto – 50 centesimi saranno devoluti alla Lega del Filo d’Oro”. “Non possiamo che ringraziare il Comune di Osimo e le Associazioni coinvolte per la sensibilità dimostrata con questo gesto verso la Lega. Siamo sicuri che la mostra – ha dichiarato il presidente della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli – contribuirà a promuovere ulteriormente ciò che facciamo a sostegno dei sordociechi e pluriminorati psicosensoriali”.

Il costo della mostra sarà di circa 170 mila euro che saranno completamente coperti da finanziamenti pubblici, sponsorizzazioni e dai biglietti d’ingresso. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Istituto Campana, presente con il suo presidente Matteo Biscarini, e alla Fondazione Don Carlo Grillantini della presidente Elisabetta Leonardi. “A tal proposito - ha aggiunto l’assessore Pellegrini - il meccanismo che ha triturato la serigrafia di Banksy battuta all’asta a Londra proviene da un’azienda inglese legata proprio alla Fellowes-Leonardi, era quindi nel destino che Banksy dovesse fare tappa nella nostra città”.

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