Taroccavano le auto per rivenderle a km zero, sgominata banda di truffatori

Fino a 500.000 euro di profitti illeciti in due anni e mezzo: arrestate dai carabinieri due donne, tre complici ricercati

foto d'archivio

E’ di due arresti e 6 denunce il bilancio dell’operazione “Chilometri zero” condotta dai carabinieri di Ancona che hanno disarticolato un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio, attraverso la vendita di automobili con tachimetro taroccato. Il gruppo, con sede operativa ad Ancona, era composto da 5 romeni: tre uomini risultano irreperibili e sono in corso le ricerche, mentre sono state portate in carcere (rispettivamente a Villa Fastiggi e Verona-Montorio) le due donne arrestate, una ad Ancona e l’altra in provincia di Vicenza dove era domiciliata (pur residente nel capoluogo dorico).  Nei guai anche tre soci di due agenzie di pratiche auto, denunciati per falso in atto pubblico in qualità di pubblici ufficiali per aver falsificato firme e i passaggi di proprietà, in accordo con gli arrestati. 

I militari della stazione di Brecce Bianche, che hanno condotto le indagini coordinate dal pm Daniele Paci, hanno analizzato centinaia di contratti e sono riusciti a dimostrare, nel periodo compreso tra gennaio 2017 e aprile 2019, la compravendita di oltre 140 auto a cui, attraverso una sofisticata apparecchiatura, era stato ridotto il chilometraggio, in modo da rendere gli annunci su siti specializzati più attraenti agli occhi degli acquirenti interessati, grazie a prezzi assolutamente concorrenziali, in virtù della qualità dei veicoli messi in commercio. I potenziali clienti venivano invitati a ispezionare le auto, da tutta Italia, nelle sedi di via Di Vittorio e via Rossi presso quelle che all’apparenza erano concessionarie regolari, risultate in realtà abusive perché mai censite né registrate.

Le indagini hanno portato alla luce la verità: tutte le auto vendute presentavano notevoli alterazioni del contachilometri. In molti casi il chilometraggio reale veniva fittiziamente ridotto della metà, se non del triplo, fino a oltre 200.000 km, trasformando veri e propri “bidoni” (pericolosi per l’incolumità dei passeggeri e della stessa circolazione stradale) in auto seminuove e dal motore immacolato: sostenevano inoltre che erano classificabili “unico proprietario” benché alcune di esse fossero state in possesso di diversi automobilisti. Ulteriore elemento per carpire la fiducia dei clienti era il fatto che tutte le vetture, regolarmente acquistate dalla banda di romeni, venivano rimesse in vendita con la revisione appena fatta. Proprio su questo punto le indagini si sono allargate ad un’officina di revisioni auto che costantemente certificava l’esito positivo del controllo con i chilometri scalati, ma al momento nei confronti del titolare non sono stati presi provvedimenti.

L’organizzazione, grazie alla grande pubblicità sul web, tra gli anni 2017 e il 2019 avrebbe ottenuto profitti per oltre 500.000 euro. Sono stati denunciati anche tre soci di due agenzie di pratiche auto di Ancona che, in accordo con gli arrestati, favorivano i passaggi di proprietà falsificandone gli atti, cioè ponendo la firma del venditore senza la sua presenza. Sono 13 le regioni in cui sono state vendute le auto taroccate: 71 nelle Marche, 12 in Abruzzo, 11 in Emilia Romagna e in Umbria, 9 in Molise e nel Lazio, 8 in Toscana, 5 in Puglia, 3 in Veneto e in Lombardia, una in Piemonte, in Liguria e perfino in Sardegna. 

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