Passetto e cimiteri, regali hi-tech in cambio di varianti: "modello Ancona" di corruzione

L'inchiesta di polizia di stato e polizia municipale è culminata in un blitz negli uffici del Comune, con cui gli investigatori hanno effettuato perquisizioni, notificato avvisi di garanzia ed effettuato un arresto

La polizia negli uffici del comune per indagine corruzione

C’è un modello di clientelismo ben preciso al centro dell’indagine sulla corruzione nel Comune di Ancona. Un’inchiesta culminata ieri in un blitz negli uffici di Palazzo del Popolo, con cui Polizia e Municipale hanno effettuato perquisizioni, notificato avvisi di garanzia e arrestato Simone Bonci, geometra della Direzione manutenzioni frana e protezione civile, accusato di corruzione aggravata. Stando alle accuse, avrebbe accettato tangenti in cambio di favori ad imprenditori pronti a pagare per superare ogni concorrenza negli appalti pubblici. Quali? Su tutti i lavori di riqualificazione dei laghetti del Passetto, ma anche alcune ristrutturazioni nei cimiteri di Candia e Pietralacroce. Agli arresti domiciliari però ci sono finiti anche 4 imprenditori: sarebbero stati loro a formare un cartello per corrompere il dipendente comunale. Inoltre ci sono 30 indagati a piede libero, tra cui 4 assessori e dipendenti del Comune, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico, turbativa d’asta, truffa aggravata ai danni dello Stato e rifiuto di atti d’ufficio. 

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Il via dell’indagine e il meccanismo di corruzione

Carlo Pinto in primo pianoA dare il via alle indagini a metà del 2018 furono i poliziotti della Squadra Mobile di Ancona, coordinata dal capo Carlo Pinto (foto a sinistra) e gli agenti della sezione giudiziaria della Polizia Municipale, guidati dal maggiore Marco Ivano Caglioti (foto in basso). Stando all’impianto accusatorio della Procura, al centro degli affari sporchi c’era Bonci. Era lui a suggerire agli “amici" imprenditori il grado di ribasso da proporre alle aste per accedere ai bandi pubblici. Dava percentuali, indicando così alle imprese colluse quanto scendere con l'offerta per bruciare la concorrenza. Una volta che l’impresa si era aggiudicata i lavori, servivano dei modi per giustificare i tempi di lavoro più lunghi e recuperare il denaro di un’offerta troppo bassa per rispettare le prescizioni di contratto. 

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Il meccanismo delle “varianti dei lavori” e le regalie

A questo servivano le varianti. Bonci avrebbe concordato varianti ai lavori per compensare il ribasso all’asta proposto dalla ditta. Le varianti venivano accordate tramite il rilascio di buoni di pagamento secchi da 5mila euro o tramite l’affidamento diretto per lavori fino a 40mila euro, così da evitare gare pubbliche ed eventuali forme di controllo. Sotto la lente della Polizia ci sono numerosi lavori, tra cui la sistemazione di buche e una recinzione al cimitero di Candia, la messa in posa di linee elettriche al cimitero di Pietralacroce. Ma soprattutto i laghetti del Passetto, un appalto da 750mila euro per i quali il Comune ha dato il nulla osta a 2 varianti. Tutte opere che venivano svolte parzialmente o comunque in modo ridotto per dare l’impressione di aver eseguito i lavori. In alcuni casi quelle varianti non sarebbero neppure iniziate, come nel caso della impermeabilizzazione del parcheggio Traiano. Era così che le imprese edili recuperavano la perdita dell'offerta eccessivamente bassa fino a generare un profitto. Surplus che serviva per rimpinguare le casse dell’impresa, ma anche per “ringraziare” il funzionario pubblico compiacente. 

Le mazzette e i video che inchiodano il geometra

Mazzette dunque. Per lo più di materiale hi-tech: cellulari e computer. Persino una telecamera Osmo, come si vede in uno dei filmati agli atti dell’inchiesta, che riprende il momento in cui uno degli imprenditori consegna la tangente tecnologica a Bonci (GUARDA IL VIDEO). Già, perché gli accordi avvenivano sempre negli uffici di Palazzo del Popolo al 3° e 4° piano, dove lavorava Bonci. Si parlava in codice. La Polizia infatti, che in una conferenza stampa ha spiegato il succo dell'inchiesta, è convita che nelle registrzioni delle telecamere nascoste, i "caffé", "caffé hag" e "cappuccini" fossero termini che stavano ad indicare gli appalti da truccare e le varianti da inventare. 

Le perquisizioni in Comune e negli uffici di piazza Cavour

Alla fine, dopo oltre un anno di indagine, ieri mattina vigili e poliziotti sono arrivati in Comune e hanno perquisito gli uffici del Comune (IL VIDEO), tra cui quelli dell’assessore Paolo Manarini, che si è difeso dalle accuse in una lunga intervista. Al setaccio un numero incalcolabile di documenti a fascicoli inerenti proprio l’appalto dei laghetti al Passetto e i lavori eseguiti nell’area limitrofa, come quella del sentiero che, dall’ascensore, porta alla pineta. 

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La reazione della politica e le parole del sindaco Mancinelli 

Un vero terremoto si è abbattuto sul Comune di Ancona, ma anche sull'intera politica cittadina. Infatti nel consiglio comunale di ieri le opposizioni hanno espresso posizioni dure a riguardo e hanno chiesto una commissione ad hoc. Intanto il sindaco Valeria Mancinelli ha ribadito la sua piena fiducia nei confronti di tutti i suoi assessori e ha invitato alla calma perché i processi si fanno nei tribunali e le sentenze devono ancora arrivare. 

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