«L’Arpam ha dichiarato guerra alla sua dirigenza sanitaria»

«La giunta regionale chiarisca se approva tale condotta» ha detto Oriano Mercante, Segretario Anaao Marche

Oriano Mercante

«Cosa sta succedendo in ARPAM? La Regione Marche è pienamente consapevole di quanto sta accadendo nell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e avalla le scelte e le politiche?». A porre il quesito è Oriano Mercante. Segretario Regionale di Anaao Assomed Marche, principale sindacato di medici e dirigenti sanitari.

«La quasi totalità delle prestazioni offerte dall’ARPAM – argomenta Mercante - è finalizzata alla tutela della salute umana ed animale e ciò spiega tutto l’operato dell’ente. Con la nuova direzione generale dell’Agenzia regionale si è delineata una chiara linea strategica opposta all’integrazione operativa e funzionale tra il sistema ambientale e quello sanitario, prevista dagli atti normativi nazionali e regionali come o Piani Nazionali e Regionali per la Prevenzione, l’Istituzione dell’Osservatorio Epidemiologico Ambientale, LEA. La dirigenza sanitaria (medici, biologi, chimici e fisici) presente in ARPAM ha da sempre rappresentato un valido trade union tra i due sistemi e ha permesso la necessaria comprensione delle rispettive esigenze, ma anche l’indispensabile collaborazione tra gli operatori per il perseguimento unitario delle attività rivolte alla prevenzione e sicurezza sanitaria della popolazione. Ora, invece la direzione dell’ARPAM ha esplicitamente “dichiarato guerra” alla dirigenza sanitaria dell’Ente esplicitando formalmente anche la volontà di non voler effettuare più attività riconducibili direttamente alla sanità e conseguentemente di non volere più dirigenti sanitari in organico. Questo è quanto emerge in maniera chiara ed univoca dagli ultimi atti deliberativi emanati dall’ARPAM stessa».

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L’ARPAM nei piani assunzionali non prevede più figure di dirigenti sanitari e, tramite l’associazione dei DG delle ARPA, ha richiesto l’uscita di tutto il proprio personale dal contratto del comparto della sanità. «Pur essendo ancora vigente questo contratto per tutto il personale – continua Mercante – Arpam ha già preso iniziative in aperto contrasto con le indicazioni di detto CCNL ed in particolare contro la dirigenza sanitaria e le sue Organizzazioni Sindacali. In questa ottica, invece di effettuare il turnover del personale sanitario andato in quiescenza, ha deciso di spostare i fondi riservati ai sanitari verso altre figure professionali tecniche e di togliere (ma per ora solo ai dirigenti) le quote delle risorse aggiuntive regionali per la valorizzazione degli obiettivi raggiunti negli anni scorsi. Si tratta a nostro avviso di una condotta gravissima in quanto l’utilizzo delle risorse economiche stipendiali del personale è materia esplicitamente demandate dal CCNL alla contrattazione integrativa, ma l’ARPAM ha rigettato le proposte di incontro con le rappresentanze sindacali che da tempo hanno sollecitato il confronto. Questa Organizzazione sindacale chiede quindi alla Regione Marche ed all’ARPAM stessa di chiarire la propria posizione in merito alla linea politica sulla gestione delle problematiche ambiente e salute riservando comunque le più opportune iniziative volte a contrastare comportamenti della direzione generale dell’ARPAM francamente sconcertanti ed ai limiti della anti-sindacabilità».

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