Anno giudiziario al via: «Corinaldo, Macerata e gli altri, un anno orribile per le Marche»

La tendenza vede un aumento delle indagini per reati ai danni dello Stato: dall’associazione mafiosa alla corruzione fino all’indebita percezione di contributi pubblici

Sergio Sottani

È stato un anno tremendo per le Marche. Non usa mezzi giri di parole il procuratore generale Sergio Sottani nel racconto di una regione, la nostra, che ha vissuto vicende rimbalzate, per le loro dimensioni, sulle cronache nazionali. A questo si aggiunge il fatto di ospitare, a causa del terremoto, il più grande cantiere d’Europa con somme ingenti a disposizione. Facile capire che spulciando i dati – per ora accennati e oggi analizzati nel dettaglio per l'inaugurazione dell'anno giudiziario – siano in aumento le attività di indagine della Procura legate all’indebita percezione di contributi pubblici di quanti, ossia, hanno chiesto indennizzi per il terremoto quando terremotati non erano. Oppure, nel sottobosco dei subappalti per la ricostruzione, trovare aziende in odor di criminalità organizzata, condotte da personaggi – è capitato – con precedenti per turbativa d’asta. «Le Marche rappresentano una nuova frontiera per la criminalità organizzata – spiega Sottani – che mira a esercitare un’azione di controllo su un’area facilmente suscettibile di sfruttamento economico». Non c’è radicamento. Però ci provano. «Il rischio – prosegue Sottani – ha subito un netto aggravamento a seguito del sisma. L’investimento economico che ruota attorno alla ricostruzione rappresenta una ghiotta occasione e un catalizzatore in grado di attirare ingenti flussi di capitali illeciti». 

I reati: più furti, rapine e contro le donne

Pur in diminuzione generale, sono in aumento quelli più odiosi secondo la sensibilità pubblica. Aumentano i furti in abitazione e le rapine. Aumentano le violenze di genere e i femminicidi. A questi si aggiungono i “casi” nazionali. Un anno iniziato con l’omicidio di Pamela Mastropietro, cui è seguito il raid anti stranieri di Luca Traini, e finito con la tragedia della Lanterna Azzurra e l’esecuzione mafiosa che ha macchiato di sangue il Natale di Pesaro con la morte Marcello Bruzzese, fratello di un collaboratore di giustizia.

Processi, la lumaca va un po’ più svelta

La risposta giudiziaria nel civile è stata più sollecita. Sono poco meno di 20mila le cause pendenti nei tribunali marchigiani al 30 giugno 2018. L’anno precedente se ne contavano il quasi il 15% in più. Numeri simili se parliamo di cause di lavoro. Ancona è in sofferenza per la discussione di cause legate ai richiedenti asilo. In aumento le pendenze penali. Non dappertutto, però. Ancona le ha dimezzate. Problemi si riscontrano a Macerata e Fermo. Pesa sui due capoluoghi di provincia la sospensione dei termini dei processi legata al terremoto che ha creato un tappo. La prima, inoltre, ha incamerato il Tribunale di Camerino mentre l’altra è affetta da un’assenza cronica di magistrati. 

Manca il personale, via agli stage

Si stima un 20% in meno di personale tra gli uffici giudiziari solo nel distretto di Ancona. A questo si vanno ad aggiungere problemi strutturali. Il Tribunale e l’Ufficio di Sorveglianza di Ancona sono sopitati in un condominio tra abitazioni e studi professionali. «Gli spazi utilizzati per lo spostamento dei detenuti – dice Luigi Catelli, presidente della Corte di Appello – sono del tutto inadeguati e non rispettosi della dignità da riconoscere a tutti i reclusi. Tra l’altro questa sede ha problemi gravi e irrisolti anche dal punto di vista della sicurezza. Anche la Corte d’Appello è inidonea a garantire un funzionamento decoroso dei servizi: spazi molto ristretti, aule piccole non areate». Una carenza di organico sulla quale si potrebbe abbattere la scure di Quota100 anche se ancora, una conta di quel che sarà, non è stata effettuata. La notizia positiva è data dalla convenzione tra Corte d’Appello, Procura Generale, Tar, Regione Marche e università. Dagli atenei marchigiani partiranno 76 giovani laureati per stage formativi e retribuiti all’interno degli uffici. Un’esperienza per i ragazzi, un sollievo  per gli amministrativi. 

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