Stalking e violenze, anche la Questura di Ancona avrà "Una stanza tutta per sé"

Dopo l'apertura di uno spazio per accogliere le donne che denunciano violenze dai carabinieri il Soroptimist di Ancona bissa l'impegno con la Polizia. Nel 2016, 172 denunciati

Antonietta Daniele, presidente Soroptimist Ancona, con il questore Capocasa

Anche la Questura si doterà di un locale accogliente per raccogliere le denunce delle donne vittime di violenza. È quanto emerso ieri sera all'hotel Passetto durante la conviviale del Soroptimist Club di Ancona che ha ospitato la relazione del questore Oreste Capocasa, dedicata proprio al fenomeno dello stalking, della violenza di genere e degli strumenti dello Stato per contrastare questo tipo di reati. Serata organizzata in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Onu nel '99. Si celebra ogni 25 novembre e le Soroptimist sono solite allestire una poltrona vuota con sopra un drappo rosso: alle riunioni è il simbolo del posto riservato a tutte le vittime di violenza. «Un fenomeno che si contrasta attraverso la cultura, con l'abbattimento di certi retaggi ma anche con fatti concreti e con la realizzazione di servizi dedicati – ha detto la presidente del Club di Ancona, Antonietta Daniele – Tutti i Soroptimist d'Italia, soprattutto nell'ultimo biennio, hanno lavorato in questo senso. Noi il mese scorso abbiamo aperto "Una stanza tutta per sé" al Comando Provinciale dei Carabinieri e sono certa che presto potremo fare altrettanto in Questura. La collaborazione è già stata avviata». Ancona è tra le 55 città italiane dove il Soroptimist ha avviato il progetto "stanza". Presto, dunque, potrà averne addirittura due.

In provincia – dati della Questura – dal primo gennaio al 31 ottobre 2016 si sono registrati 7 arresti e 172 persone denunciate per stalking. «Ancona è organizzata molto bene – ha sottolineato il questore Capocasa – il fenomeno viene attenzionato fin dai primi momenti, i nostri agenti hanno avuto un'adeguata formazione, la collaborazione con le altre forze dell'ordine è massima e la rete dei servizi è presente. Ora, con l'aiuto del Soroptimist avremo una sala dedicata. Tutto l'apparato dello Stato si sta muovendo bene ma a mio avviso, di fronte a un fenomeno cosi complesso, va fatto qualcosa in più». Di qui, l'idea di un percorso terapeutico anche per chi viene denunciato. «Le vittime - ha fatto notare il questore - hanno possibilità di denunciare e una rete di assistenza a disposizione ma dobbiamo sempre ricordare che esiste anche un denunciato che non può essere controllato da noi 24 ore su 24. Qua ad Ancona, per alcuni, il carcere è stato molto "salutare" ma le cronache italiane insegnano che ci sono soggetti che potrebbero sfuggire alle maglie. Servirebbe, a mio parere, un percorso terapeutico anche per gli autori dei reati. Psicologi e psichiatri possono capire cosa alberga in una mente e dare un conforto. Un aspetto importante anche per noi, per capire il livello di guardia da adottare».

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