Statale 16, quattro corsie più lontane: no al raddoppio della variante

Il Consiglio Superiore Lavori Pubblici pone l'ennesimo stop alle quattro corsie tra Falconara e Baraccola: «Documentazione carente». Protestano Provincia, Ancona e Falconara

Doccia gelata per quanti speravano di avere in tempi brevi quattro corsie di strada extraurbana da Falconara e Ancona. Il raddoppio da due a quattro corsie della variante alla Statale 16 si complica dopo il parere non favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al progetto presentato da Anas per il primo tratto interessato: i circa 7 chilometri che vanno da Falconara allo svincolo di Torrette. Non l'hanno presa affatto bene Provincia, Ancona e Falconara, a Roma a fine febbraio per incontrare il massimo organo tecnico consultivo dello Stato su lavori pubblici di competenza statale. L'Assemblea ha dato parere non favorevole. Tra le proteste degli enti locali: la presidente della Provincia Liana Serrani, l'assessore Paolo Manarini per Ancona e l'assessore Clemente Rossi per Falconara. Presente anche la Regione Marche con un proprio tecnico. Da parte di tutti è stata ribadita l'importanza di avere quel tratto di strada. Lo sanno bene i pendolari che ogni giorno sono costretti ad affrontare code e rallentamenti. E lo sanno bene anche le forze di polizia e di soccorso per la frequenza degli interventi su incidenti, più o meno gravi, che si verificano in zona.

«Al tavolo – spiega la presidente Serrani – è stata ribadita l'utilità e l'importanza del progetto che però va rivisto sotto il profilo tecnico. Stiamo parlando di un progetto degli anni '90 e che è carente rispetto all'attuale normativa. Ad Anas spetta ora il compito di presentare tutta la documentazione richiesta». Il che fa slittare cantiere – e loro termine – a data ignota. Il vecchio cronoprogramma prevedeva circa 3 anni e mezzo di cantieri. A iniziare oggi, spediti senza intoppi, le quattro corsie sarebbero arrivate nel 2021. Non inizierà oggi. Intanto il Consiglio non considera il progetto un definitivo ma un "semplice" preliminare. Gli aspetti amministrativi, procedurali e finanziari (stimato un intervento da 236 milioni di euro che secondo Anas stanno per essere deliberati dal Cipe, inesistenti al momento la replica il Consiglio) devono essere aggiornati come vanno approfondite le indagini geologiche, idrogeologiche e geotecniche (definite al momento "carenti") per la realizzazione di due nuovi viadotti: la direzione sud di Falconara II e Barcaglione. I Lavori Pubblici si sono comunque detti disponibili a incontrare Anas «per fornire tutti i chiarimenti utili al fine di pervenire al più presto ad una corretta revisione del progetto» si legge in una missiva accompagnatoria alla relazione dell'incontro. Il che farebbe anche ben sperare se non ci fosse uno storico composto da 30 anni di annunci e rinvii a far sembrare il tutto l'ennesima puntata di una telenovela senza fine.
 

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