Rapina all'ottica, titolare e figlia minacciati con il coltello: «Dammi i soldi o ti taglio la gola»

La figlia del titolare non lavorava nel negozio e a evitarle il peggio è stato un colpo di fortuna: la cassa si è aperta dovo aver premuto per puro caso il tasto giusto

L'ottica rapinata in corso Amendola

Sembrava un comune cliente finché non ha alzato sul volto il cappuccio del suo giaccone verde, ha estratto un coltello a serramanico e lo ha puntato alla gola di Elena Cardinali, 27 anni, figlia del titolare del negozio La Nuova Ottica di Corso Amendola. «Dammi tutto quello che hai in cassa o ti taglio la gola» ha detto alla giovane che in realtà non lavorava nel negozio del padre. Non conosceva il funzionamento della cassa e a evitarle il peggio è stato un colpo di fortuna. La giovane ha premuto un pulsante a caso. Il cassetto si è aperto, dentro c’erano circa 200 euro che hanno accontentato il rapinatore. 

«Gli stavo per dare un pugno, poi ha puntato il coltello anche a me»

A raccontare nei minimi dettagli quello che è successo ieri alle 16,45 è il titolare del negozio, Davide Cardinali, che ha assistito a una parte della rapina. Anche lui si è trovato con un coltello puntato a una decina di centimetri dalla gola. «Avevamo appena aperto, fuori c’era ancora la luce. Dentro c’eravamo io e l’altra mia figlia che non lavora con me, era qui casualmente per sistemare un paio di occhiali. Dopo pochi secondi è entrata una storica cliente che doveva fare una refrazione, quindi l’ho accompagnata nell’altra saletta». Altri due giri di lancette, poi nel negozio si è presentato il nordafricano. Il cappuccio l’ha indossato solo dentro il locale e nei secondi precedenti la ragazza è riuscita a vederlo bene in volto. Carnagione scura, occhi a mandorla, un accenno di barba, capelli cortissimi e leggermente brizzolati. Indossava un giubbotto modello Parka con cappuccio incorporato. Parlava in corretto italiano. «Mia figlia mi ha raccontato che dalla giacca ha tirato fuori il coltello con la mano sinistra, le ha detto “stai zitta, non ti muovere, dammi tutti i soldi che hai in cassa se no ti taglio la gola”. L’ha presa come se fosse una dipendente, ma poteva essere una normalissima cliente perché noi non abbiamo casacche specifiche e lei in quel momento non era neppure dietro il banco. Mia figlia non sapeva come aprire la cassa e lui insisteva dicendo “sbrigati se no ti faccio male”. Elena ha schiacciato un pulsante a caso e la cassa si è aperta». Davide, dalla stanza accanto, ha sentito che qualcosa non andava. La cassa si era aperta all’improvviso, ma non era stato digitato nessun codice relativo al conto. Si sarebbero sentiti i segnali sonori emessi dalla cassa durante la battitura dei tasti, invece nulla. «Ho sentito solo l’apertura della cassa, ho lasciato la signora nella saletta e ho visto il balordo vicino alla cassa. Non mi ero accorto subito che aveva il coltello, lui ha provato a scappare passando dietro al bancone e io ero pronto per dargli un pugno. L’ho insultato, stavo partendo con il destro ma lui ha puntato il coltello alla gola anche a me. Mia figlia diceva “No papà, sta fermo!”. Io mi sono fermato, ho alzato le mani e l’ho lasciato passare. A quel punto lui mi ha detto che non mi avrebbe fatto nulla ed è scappato via». 

Fuggendo il rapinatore ha spintonato una ragazza che era sul marciapiede, poi ha attraversato Corso Amendola e ha fatto perdere le proprie tracce in direzione di piazza Don Minzoni. «I soldi li aveva presi, non era molto perché noi l’incasso lo facciamo più tardi. Avevamo appena aperto». Sul caso indagano i carabinieri, chiamati dallo stesso titolare pochi secondi dopo l’accaduto. In 28 anni di attività la Nuova Ottica ha subito furti di piccolo genere: «E’ successo che una volta ci è stato rubato un I-pad, ma una cosa come questa spero non capiti più- conclude Cardinali- in zona non avevamo mai visto quel tizio. Per fare un colpo alle 17 di pomeriggio era un balordo affamato, non mi sembrava un tossicodipendente». 
 

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