Forzata una cassaforte, ma niente segni sulla porta: è la banda della chiave bulgara

In pochi minuti i ladri, armati di uno speciale apparecchio, fanno copia-incolla della serratura, senza scassinarla. Indagano i carabinieri

Foto di repertorio

La banda della chiave bulgara torna a far paura. Ha colpito di nuovo in zona Brecce Bianche, dove già nei mesi scorsi altri appartamenti erano stati svaligiati con la stessa tecnica, anche in via Maestri del Lavoro: l’uso di un dispositivo, facilmente reperibile su internet, che consente di clonare la chiave e aprire le porte blindate senza bisogno di scassinarle.

Ladri “gentili”, insomma, anche se poi, una volta entrati nell’appartamento preso di mira mercoledì in via Ginelli, hanno messo le mani dappertutto, nei cassetti, negli armadi, tra gli effetti personali dei proprietari. Poi, non contenti, si sono concentrati su una piccola cassaforte: l’hanno forzata e sono riusciti ad aprirla. Ma dentro, sfortunatamente per loro, non c’era nulla di prezioso. Così i ladri se ne sono andati a mani vuote.

Ad accorgersi dell’intrusione sono stati i proprietari, usciti al mattina presto e tornati attorno alle 19: subito hanno chiamato i carabinieri, intervenuti con una pattuglia del Norm e ora a caccia di indizi, anche attraverso l’analisi delle telecamere della zona. I residenti, però, non si sono accorti di nulla né hanno notato movimenti sospetti. Sicuramente i malviventi sono entrati dalla porta principale, dove non sono stati trovati segni d’effrazione: per questo si pensa che abbiano utilizzato la cosiddetta “chiave bulgara” che, copiando le dentellature delle serrature più datate, permette di aprire la porte blindate nel giro di pochi minuti. 

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