Testamento biologico, la prima coppia a registrarlo in Comune: «Non vogliamo morire senza vita»

Lilli Gallo e Ubaldo Mengani hanno registrato il proprio testamento biologico in Comune: «Molti non conoscono questa possibilità»

Ubaldo Mengani e Lilli Gallo registrano il testamento bioloico

Si chiamano Lilli Gallo e Ubaldo Mengani, sono moglie e marito e lunedì scorso hanno registrato il loro testamento biologico nella sede del Comune di Ancona. Si tratta della prima coppia ad aver iscritto i propri nomi e volontà nell’apposito registro comunale approvato l'anno scorso e attivato lo scorso luglio. La dichiarazione che hanno firmato permette loro di dare disposizione in merito ai trattamenti ai quali intendono essere sottoposti o meno, nel caso in cui uno dei due fosse colpito da malattie o lesioni irreversibili e invalidanti. Affidare le proprie funzioni vitali a un macchinario? «No, io non voglio morire senza vita» spiega Lilli, che insieme a Ubaldo milita nel partito radicale anconetano e nella sezione regionale dell’associazione Luca Coscioni. «Non voglio l’accanimento terapeutico, non c’è motivo di essere un peso per gli altri se la malattia è irreversibile. Molta gente non sa neppure che esiste questa possibilità e vorremmo farla conoscere. In quanto a noi, ora tutti sanno cosa vogliamo».

Lo scorso 2 ottobre si sono recati all’ufficio anagrafe, hanno compilato la dichiarazione anticipata di trattamento sanitario rispondendo ai quesiti presenti nel modulo e hanno indicato il loro figlio come fiduciario. «Il testamento non bisogna depositarlo in Comune, lì viene solo registrato, lo teniamo noi e una copia l’abbiamo data anche al nostro medico di famiglia- spiega ancora Lilli- tempo fa avevamo già sottoscritto il testamento biologico, ma non c’era ancora il registro e non sappiamo in quali meandri è andato a finire. Una coppia di nostri amici registrerà la propria dichiarazione nei prossimi giorni». 

Il medico non è vincolato

Il testamento è contemplato solo per i maggiorenni e, una volta registrato, è comunque reversibile. Ogni eventuale cambiamento di idea sulla questione, così come l'eventuale variazione dei dati anagrafici, deve essere comunicata al Comune. «Il documento ha un valore politico e paralegale in attesa che la legge sul testamento biologico, dopo essere passata alla Camera lo scorso 20 aprile, venga eventualmente approvata anche dal Senato- spiega Renato Biondini, segretario della cellula anconetana dell’Associazione Luca Coscioni- una dichiarazione scritta, autenticata e depositata ha una certa validità, ma va detto che per il medico non ha valore vincolante. Il fiduciario da indicare è la figura che, all’occorrenza, esplicita le volontà del dichiarante e interpreta ciò che è stato scritto nel testamento, per questo deve essere una persona di fiducia. Costui però non è il responsabile della scelta». La stessa Associazione Luca Coscioni consiglia di rivolgersi al medico di famiglia per sciogliere eventuali dubbi sui quesiti posti nella dichiarazione. Nelle Marche, Ancona ha attivato il registro insieme a Pesaro e Fermo: «Molti comuni importanti hanno deciso di istituirlo anche se la legge non è ancora stata approvata del tutto- conclude Biondini- speriamo che questo faccia da sprone alla politica parlamentare». 

Dove rivolgersi e con quale spesa

La spesa è legata all’autenticazione della firma. Chi sceglie di rivolgersi a un notaio non dovrà preoccuparsi di seguire personalmente la pratica. Spetta infatti al professionista dover inoltrare tutta la documentazione al Comune. Il costo base della prestazione è di circa 200 euro. Chi invece preferisce muoversi autonomamente può ritirare il modulo di dichiarazione anticipata presso la direzione SCALES, ufficio anagrafe del Comune in largo XXIV maggio (telefono 071222247). La firma del dichiarante sarà quindi autenticata da un pubblico ufficiale e l’unico onere è quello relativo alle marche da bollo.  
 

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