Banca Marche, rinviata ad aprile l'udienza davanti al Gup

Nella giornata di martedì la Fondazione Cassa di risparmio di Jesi si è costituita parte civile, dopo che con il decreto salva banche del Governo Renzi ha perso 16,5 milioni di euro

E' stata rimandata al 20 aprile prossimo l'udienza davanti al Gup Paola Moscaroli per il crac Banca Marche. Il motivo? L'impedimento del difensore di Davide Degennaro, presidente della società Interporto Puglia.

Nella giornata di martedì la Fondazione Cassa di risparmio di Jesi si è costituita parte civile, dopo che con il decreto salva banche del Governo Renzi ha perso 16,5 milioni di euro. A costituirsi parte civile anche la Fondazione Cassa di risparmio di Pesaro per 10 milioni di euro e 50 azionisti rappresentati dall'avvocato dell'Adusbef, che hanno perso dai 50 ai 150mila euro a testa. Infine due obbligazionisti hanno avanzato la richiesta di costituzione di parte civile per 600mila euro, ed un ultimo azionista per 15mila.

Nell'ambito dell'inchiesta, la procura di Ancona aveva fatto sequestrare ai finanzieri di Ancona, beni per 15 milioni di euro riconducibili a tre indagati: l'ex direttore di Banca Marche Massimo Bianconi e l'imprenditore Vittorio Casale, accusati insieme a Degennaro per corruzione tra privati.

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