La carica degli apprendisti, circa 5mila solo nella provincia di Ancona

Un contratto chiave per l'artigianato, se si considera che le imprese artigiane lo utilizzano per l'8% delle assunzioni previste, 3 punti in più del 5% del totale imprese

I giovani riscoprono l’artigianato. Cresce il ricorso all’apprendistato come canale di accesso al mondo del lavoro. Sono 4.897 gli apprendisti nelle aziende della provincia di Ancona secondo le elaborazione dell’Ufficio Studi di  Confartigianato su dati Inps e rappresentano il 13,4% dei dipendenti under 35, più della media nazionale (9,1%). In Italia quasi mille giovani al giorno entrano nel mondo del lavoro proprio grazie all’apprendistato. Un contratto chiave per l’artigianato, se si considera che le imprese artigiane lo utilizzano per l’8% delle assunzioni previste, 3 punti in più del 5% del totale imprese.

«Tra i diversi settori, quello dell’artigianato è uno dei più vitali ed interessanti, soprattutto per i giovani che vi possono trovare non solo l’occasione di soddisfare la propria creatività ma anche concrete possibilità occupazionali  – dichiara Luca Corinaldesi presidente del Gruppo Giovani Imprenditori della Confartigianato Imprese di Ancona – Pesaro e Urbino. Tramite l’apprendistato è possibile acquisire le competenze e le professionalità realmente richieste dal mercato». Non da ultimo, va rilevato che nelle Marche più di un apprendista su 3 è impiegato proprio nell’artigianato. «Sotto l’esperta guida degli artigiani, l’apprendista attinge ad un bagaglio di competenze utili e concrete che fa suo e che può incrementare nel corso del suo iter professionale – continua il presidente dei Giovani Confartigianato Luca Corinaldesi – Assume una particolare importanza, se guardiamo al futuro e ragioniamo in prospettiva, il valore della formazione e dell’inserimento in azienda di forze giovani per rispondere alla disoccupazione giovanile, alla carenza di personale specializzato, per incentivare processi di innovazione e per salvare professioni che vanno scomparendo, mestieri secolari che sono parte integrante della nostra tradizione, come i falegnami, gli orafi, i restauratori. Attività a rischio “di estinzione” a causa della mancanza di ricambio generazionale. Senza contare che le piccole imprese, in particolare quelle artigiane, non sono un fenomeno residuale, di nicchia, oppure una forma incompiuta dell’evoluzione competitiva, bensì rappresentano il modello di una moderna autorealizzazione dei giovani. Stiamo assistendo in questo senso a un ritorno all’artigianato, che sempre più spesso i giovani d’oggi riscoprono, valorizzano, e scelgono per il proprio futuro, anche come imprenditori».

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