Crisi della cultura, il Comune di Ancona si schiera con gli attori: «Tutelare l'occupazione»

C'è anche l'assessore Paolo Marasca tra i firmatari della richiesta d'aiuto inviata al premier Conte da registi, cantanti, scrittori e volti noti dello spettacolo a sostegno della categoria

L'assessore alla Cultura, Paolo Marasca

Oltre 150 adesioni di personalità eccezionali in pochissime ore, tra le quali ci sono attori, cantanti, personaggi del mondo dello spettacolo e della moda, registi, giornalisti, scrittori: l'appello per dichiarare lo stato di crisi dell'intero settore culturale pubblico e privato a causa del Coronavirus, lanciato dagli assessori alla cultura delle principali città d'arte italiane, incluso l’assessore Paolo Marasca del Comune di Ancona, ha riscosso subito un grande successo.

Tra i primi nomi che hanno aderito ci sono Eleonora Abbagnato, Stefano Accorsi, Manuel Agnelli, Luca Argentero, Marco Bellocchio, Massimo Bray, Ascanio Celestini, Giancarlo De Cartaldo, Isabella Ferrari, Nicola Lagioia, Gigi Proietti, Leonardo Ferragamo, Luca Bizzarri, Paolo Sorrentino e moltissimi altri. L'appello, rivolto al Governo e alla Regioni, chiedeva anche di estendere gli strumenti disponibili di tutela dell'occupazione previsti a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro, ed estendere, anche temporaneamente, l'accesso al reddito di cittadinanza ad operatori, con o senza partita Iva, del settore culturale. Lo hanno lanciato gli assessori alla cultura Luca Bergamo (che è anche vicesindaco di Roma), Adham Darawsha (Palermo), Filippo Del Corno (Milano), Eleonora De Majo (Napoli), Barbara Grosso (Genova), Francesca Leon (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Paola Mar (Venezia), Paolo Marasca (Ancona), Ines Pierucci (Bari) e Tommaso Sacchi (Firenze).

Tra le richieste, anche «introdurre strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strutturale, intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine, ampliare la platea di beneficiari del Fus ed emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga sull'erogazione di contributi alle attività̀ culturali e la riscossione di oneri e imposte locali».

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