Il vigile del fuoco che remò e vinse con gli Abbagnale, ecco Alessandro Corona

Oggi la squadra di Alessandro è quella del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Ancona, come collaudatore degli autorespiratori in dotazione al Corpo

In primo piano, Alessandro Corona

Ieri vinceva mondiali e medaglie olimpiche. Oggi contribuisce a salvare vite con l’uniforme dei Vigili del Fuoco. Quello del 45enne Alessandro Corona è un nome che gli appassionati di canottaggio conoscono bene. Cinque titoli iridati tra il 1990 e il 1998. Nel 1992 il picco di carriera con la medaglia di bronzo ai giochi di Barcellona, categoria “quattro di coppia”. Corona ha tirato i remi in barca, letteralmente, nel 2004 dopo l’ottavo posto alle olimpiadi di Atene. Sull’acqua ha diviso fatiche e successi con i migliori d’Italia tra cui Agostino Abbagnale, fratello minore dei Carmine e Giuseppe che seminarono successi tra gli anni ’80 e ’90. Oggi la squadra di Alessandro è quella del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Ancona. Collauda gli autorespiratori in dotazione al Corpo. I nuovi successi? «Aiutare le persone e ricevere anche solo una stretta di mano». Pizzetto, capelli corti, modi gentili e statura da corazziere. Nostalgia dei tempi del remo? «Si e no» racconta. «Mi manca la competizione ma sotto un altro aspetto non ho nostalgia, perché la fatica è stata tanta. Ho una mentalità vincente- spiega Corona- se entro lo faccio solo per vincere e l’idea di farmi superare da uno qualunque mi dà fastidio. Dovrei prepararmi molto bene, ma sono stanco». Rimpianti? «Non aver vinto le olimpiadi. Quando arrivi a un certo livello vuoi il massimo e non avercela fatta non mi è andata giù». E poi «quei due quarti posti (Atlanta ’96 e Sidney 2000) per 5 centesimi».

Lo sguardo cambia, la mente torna indietro, il capo si scuote. «Cinque centesimi, uno sputo di vento…quella corsia…vabbé, è lo sport». L’amarcord inizia con il primo successo ai mondiali Juniores del 1990. Lago di Aiguebelette, Francia, categoria “doppio”. «Il mio compagno era Rossano Galtarossa, all’arrivo mi disse “cavolo Ale! Ce l’abbiamo fatta, siamo campioni del mondo!”. Li ho realizzato che avevamo fatto qualcosa di eccezionale». L’ altra medaglia significativa «arrivò a Indianapolis nel ’94, la prima di una lunga serie di vittorie nel quattro di coppia. Vincemmo con un distacco importante su Australia e Ucraina. Fu il primo successo da senior che gratificò tutti gli sforzi fatti». Via da Ancona a soli 17 anni, destinazione Umbria, per allenarsi con i migliori nel “college remiero” di Piediluco. Studio «anche se non ero un asso» e allenamento. «Mi riusciva bene il canottaggio e la voglia di riuscire era forte». A Piediluco Alessandro conobbe il più giovane degli Abbagnale, Agostino. «Abbiamo fatto due mondiali insieme e abbiamo vinto l’oro. Lui era un atleta chiuso, di poche parole». Tutto questo oggi è nel cassetto dei ricordi. O meglio, nella teca in garage che custodisce le medaglie. Corona è nei Vigili del Fuoco dal ’96 «Prendevo servizio quando tornavo dal ritiro della Nazionale e capitava anche di dover ripartire subito per un compito operativo». Oggi «sono direttore tecnico del gruppo sportivo Vigili del Fuoco “Armando Maggi”, di cui ho sempre fatto parte. Ovviamente mi dedico al lavoro e a fare il papà». Il remo resta in casa Corona con l’attività di Patrizio, fratello maggiore: «Quest’anno ha vinto il campionato italiano Master. Io sono più freddo, lui ha un carattere più nervoso e mi dispiace non abbia avuto nel canottaggio i successi che avrebbe meritato». Della carriera sportiva restano i trofei, le sofferenze, le soddisfazioni. Ma anche gli insegnamenti, come «la consapevolezza che ogni cosa devi guadagnartela e farla al meglio delle tue possibilità».

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