Scuola: per Riccardo Luna, Alessandra Rucci è tra i 100 innovatori del 2013

Che cosa resta del 2013? "Resta la speranza concreta di un paese che sta cambiando davvero". Per questo motivo ogni anno il famoso giornalista Riccardco Luna ricorda i 100 italiani che nel 2013 hanno "cambiato tutto"

Con la nuova aula 3.0 dell’IIs Savoia Benincasa, il nome di Alessandra Rucci finisce nella Lista Top 100 innovatori dell’anno di Riccardo Luna. Cento nomi che servono al giornalista per ricordare coloro che nel loro piccolo, nel 2013, hanno tentato di cambiare le cose in meglio e guardando al futuro. E la preside del liceo anconetano Alessandra Rucci c'è. In particolare nel suo blog, il noto giornalista (Repubblica, Wired, Vanity Fair, Il Post) autore del libro “Cambiamo tutto”, piazza la preside anconetana al 78esimo posto: “Tante le storie belle di scuola che cambia, ma fra tutte scelgo quella di questa preside di Ancona. Lei ha una carica positiva davvero contagiosa” scrive la penna esperta di innovazione e tecnologia.

Un traguardo raggiunto da quando, 3 anni fa, la Rucci, che ha già lanciato "la scuola del futuro" e decise di provare a cambiare il modo di fare formazione, almeno in un’aula della scuola della sua città. Sgomberiamo subito il campo da una pericolosa banalizzazione. L’aula 3.0 non è soltanto una stanza dove gli alunni hanno in più qualche “giocattolo tecnologico”. E’ un altro modo di intendere la formazione, l’educazione e l’apprendimento. L’aula non è più un faccia a faccia monodirezionale tra insegnante e gli alunni. Piuttosto, basandosi sulla teoria del costruttivismo, si va a costituire un ambiente tale per cui i ragazzi apprendono continuamente formule e concetti nuovi attraverso una sinergia con tutti compagni di classe. Per fare questo è necessario un ambiente capace di stimolare gli studenti. Non più la classica lezione. Si lavora in gruppo i gruppi. Attraverso il confronto e la continua interazione, si favorisce l’apprendimento ognuno di nuove capacità cognitive. Non più la lezione da imparare a memoria ma il learning by doing, cioè imparare facendo. E allora serve tutto nuovo, banchi rotondi per un confronto alla pari, sedie leggere e un ambiente dinamico. A supporto servono le tecnologie che possano far viaggiare l’apprendimento alla velocità dei tempi di oggi con la wi-fi, tablet, videoproiettori e tutto il supporto della tecnologia. Infine non più un insegnate ma un direttore d’orchestra.

Fatto sta che ad Ancona questa aula 3.0 è stata inaugurata lo scorso ottobre grazie ad una collaborazione tra genitori, insegnanti e privati che hanno investito nell’istruzione dei giovani anconetani. L’idea arrivò a cavallo tra il 2011 e il 2012. Il progetto è stato votato in consiglio di classe. I genitori hanno contribuito di tasca loro. L’architetto Roberto Giacomucci ha messo gratuitamente a disposizione la sua competenza per progettare l’aula e disegnare in esclusiva gli arredi. Le aziende hanno fatto pagare solo il costo dei materiali di realizzazione. Gli arredi sono stati realizzati da un’azienda di Castelfidardo. L’illuminazione da una ditta dorica. Un altro privato ha fornito consulenza e supporto tecnologico. “E’ un’aula di 105 metri quadrati sul modello del Mit di Boston, configurata per un apprendimento attivo per studenti – ha detto la preside Alessandra Rucci - E’ molto costosa perché molto tecnologia. Abbiamo raggiunto questo obiettivo senza finanziamenti nessun tipo. I soldi vengono dai contributi degli iscritti. Noi i soldi li utilizziamo così” ha detto la preside che ha poi concluso: “Questa è la storia della collaborazione di una scuola in cui si sono messi d’accordo genitori, il consiglio d’istituto e alcuni imprenditori del territorio che hanno creato un’aula riconosciuta la più bella d’Italia” ha concluso la docente.

Una storia che ha evidentemente colpito anche Riccardo Luna che ha deciso di inserire il nome della preside Alessandra Rucci tra i 100 italiani che nel 2013 “hanno cambiato tutto”.

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