Piano, sedata e stuprata nel parco: la vittima ricoverata dopo lo choc

Secondo gli inquirenti, quella sera i tre sarebbero andati insieme a bere una birra in un locale del quartiere Piano. Dopo aver ordinato lei si sarebbe allontanata qualche minuto per andare in bagno e quando è tornata avrebbe visto una strana schiuma nel suo bicchiere

Squadra Mobile

Era la sera di lunedì 9 marzo quando si è presentata a casa sconvolta e con una vistosa emorragia nel basso ventre. Con il sangue che ancora le scorreva lungo le gambe, si è rivolta alla madre: «Mamma mi hanno stuprata». Poi il ricovero in ospedale durato una settimana; le analisi che avrebbero accertato i segni di una violenza, arrivata al punto da costringere i medici ad un piccolo intervento di sutura. E infine le indagini, quelle degli agenti della Squadra Mobile di Ancona che, guidati dal capo Giorgio Di Munno e dal vice Carlo Pinto, sono partite dall’unico, fondamentale particolare raccontato da una vittima ancora in stato confusionale: i responsabili sarebbero stati due connazionali, lei non li conosceva bene, anzi per la verità non li conosceva affatto, ma era sicura fossero del Perù come lei. Ecco che i poliziotti hanno passato giorni a studiare il tessuto sociale del quartiere Piano, dove è accaduto tutto. Dopo una settimana sono arrivati a loro: una coppia di 20enni di origini peruviane, nati e cresciuti ad Ancona da figli di immigrati stabilmente residenti in Italia da sempre. I poliziotti sono arrivati ieri a casa loro con l’ordine di restare agli arresti domiciliari, in attesa della convalida del giudice. L’accusa? Violenza sessuale di gruppo aggravata. Di gruppo perché secondo gli investigatori uno perpetrava l’atto sessuale mentre l’altro faceva da palo. Aggravata dalle lesioni e dal fatto di averla dominata con un meschino raggiro, infatti i due le avrebbero sciolto un potente calmante nella birra per stordirla. 

I FATTI. Secondo gli inquirenti, quella sera i tre sarebbero andati insieme a bere una birra in un locale del quartiere Piano. Dopo aver ordinato lei si sarebbe Parco Margherita di via Ragusa-2allontanata qualche minuto per andare in bagno e quando è tornata avrebbe visto una strana schiuma nel suo bicchiere, ma non gli avrebbe dato peso. Sarebbe invece stato quello il momento in cui i due sudamericani hanno sciolto nel bicchiere una potente farmaco a base di benzodiazepina. La ragazza è poi tornata. Sono bastati pochi sorsi per sentire la testa che cominciava a girare. senza capire bene che cosa stesse succedendo, i due l’avrebbero portata con se fino al parco Margherita (in foto), in via Ragusa. Lì è cominciato l’incubo. Mentre uno dei due controllava che non passasse nessuno, l’altro avrebbe abusato di lei. L’ha stuprata in pochi minuti, in un angolo buio, senza alcuna possibilità di essere vista e aiutata, mentre lei non faceva un fiato. Poi i suoi aguzzini l’hanno riaccompagnata a casa, come se, in fondo, non fosse successo nulla. 

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