Ambiente, oltre 15 tonnellate di reti da pesca recuperate nell'Adriatico

E' stato recuperato all Cooperativa Motopescherecci di Ancona il primo carico di reti da pesca dismesse e recuperate pari a oltre 15 tonnellate

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

A un anno dall’iniziativa promossa congiuntamente da Healty Seas e DeFishGear è stato recuperato presso la Cooperativa Motopescherecci di Ancona il primo carico di reti da pesca dismesse e recuperate nel Mar Adriatico, pari a oltre 15 tonnellate. Le reti verranno trasportate in Slovenia presso lo stabilimento di Aquafil, dove verranno rigenerate in filato di nylon econyl. Questo risultato è frutto della stretta collaborazione con le autorità portuali e la cooperativa dei pescatori locali che hanno aderito all’iniziativa.

Healthy Seas è un’iniziativa europea mirata al recupero delle “reti fantasma” dai mari. Quello delle “reti fantasma” è un fenomeno purtroppo diffuso e dovuto a diversi fattori. Le reti, una volta depositate sui fondali, spesso arrecano danni alla fauna e flora marini e rappresentano un’importante componente dei rifiuti solidi che inquinano i mari.

Il Progetto DeFishGear ha lo scopo di ridurre la presenza di reti dismesse o abbandonate e dei rifiuti marini, anche con il coinvolgimento dei pescatori, in tutto il bacino Adriatico. Il progetto che ha coinvolto la comunità di pescatori di Ancona, i sub per il recupero delle reti abbandonate, istituzioni locali, ricercatori e ong ha eletto il Porto di Ancona a punto di raccolta dell’attività di recupero delle reti da pesca. Questo progetto pilota ha avuto non solo l’obiettivo di recuperare le reti dal Mar Adriatico, ma anche di prevenire il loro abbandono attraverso la collaborazione con i pescatori. Le oltre 15 tonnellate recuperate non saranno depositate in una discarica, ma rigenerate in econyl, un filato di nylon di alta qualità, che verrà utilizzato per la produzione di capi d’abbigliamento e pavimentazione tessile. Questo progetto permette di ridurre l’inquinamento dei mari, ma anche di evitare che tali rifiuti solidi vengano trasportati in discarica. Il processo di rigenerazione, infatti, rappresenta un modello di sostenibilità ambientale, che prendendo rifiuti li trasforma in nuovi prodotti.

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