Tari, Fiorillo: «Cambieremo il regolamento, ma chi non paga rischia»

In Consiglio Comunale l'assessore alle Politiche Economiche ha fatto il punto della situazione in risposta alle interrogazioni dei consiglieri Daniele Berardinelli (FI) e Andrea Quattrini (M5S)

Foto di repertorio

Il pasticcio Tari approda in consiglio comunale. In risposta alle interrogazioni urgenti presentate dai consiglieri Daniele Berardinelli (Forza Italia) e Andrea Quattrini (M5S), l’assessore alle Politiche Economiche Fabio Fiorillo ha spiegato che «il regolamento comunale sarà modificato in base all’interpretazione del Sottosegretario Baretta». Se però nel frattempo qualcuno pensa di non pagare o ritardare il saldo della tassa sui rifiuti: «Allo stato attuale della normativa si rischia di fare un illecito - avverte Fiorillo - nel momento in cui il Ministero stabilirà come, quanto, perché e se il cittadino ha diritto al recupero delle somme questo sarà fatto in automatico, ma con la normativa attuale non pagare rischia di essere un illecito». 

La questione Tari nasce dall’interrogazione parlamentare del deputato M5S Giuseppe L’Abbate su presunte tariffe gonfiate in vari Comuni tra cui quello di Ancona. Il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha affermato che «Se una singola utenza è composta, ad esempio, da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza un diverso modus operandi dei Comuni - che determina una tariffa notevolmente più elevata - non trova alcun supporto normativo». Palazzo del Popolo aveva però già applicato un’interpretazione differente andando a calcolare le pertinenze come garage e soffitte nella parte variabile della tassa: «L’illegittimità delle interpretazioni dei vari Comuni va dichiarata con una norma che al momento non c’è- piega Fiorillo - detto questo, in effetti, nel caso di Ancona abbiamo attribuito alle pertinenze separate dall’abitazione un criterio convenzionale che si applica anche alle seconde case, cioè le abbiamo considerate come se fossero occupate da una singola persona. Questa considerazione l’abbiamo applicata sia alla tariffa variabile che alla tariffa fissa. Finché le norme non diranno al Comune di Ancona come ripartire i millesimi fatta nel passato noi restiamo in attesa». Fiorillo sostiene che l’interpretazione data al buco normativo non è dettata da una scelta politica. «Il regolamento Tari è stato votato in Consiglio e prima è stato presentato alle parti sociali. Nessuno ha mai sollevato il problema delle pertinenze». 

Il calcolo della Tari secondo il Comune ha generato effetti che piacciono all’assessore: «Fanno pagare di meno 24 mila famiglie numerose e fanno pagare di più 16 mila famiglie che hanno pertinenze separate e che tendenzialmente possono essere più benestanti»
 

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