Terapie complementari per paraplegici: si vota online per sbloccare i finanziamenti

Le attività per restituire progetti di vita ai pazienti paraplegici e tetraplegici sono già in corso, ma si basano sul volontariato

foto di repertorio

Un progetto aperto alla votazione online e che, se rientrerà tra i primi sette della propria categoria, otterrà un finanziamento. Soldi che, almeno per un anno, potrebbero farlo uscire dalla sfera del mero volontariato. Si chiama “Raggi di luce per l’unità spinale”, a idearlo è stata l’Associazione Paraplegici delle Marche Onlus per aiutare il recupero psicologico di chi ha perso l’uso delle gambe, delle braccia o entrambe. L’attività si svolge già da un anno presso l’Unità Spinale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona diretta dalla dottoressa Maria Antonietta Recchioni. Qui il personale messo a disposizione dalla Onlus “La Sorgente” aiuta i pazienti a recuperare i propri progetti di vitta con terapie complementari come le quali tecniche di rilassamento, meditazione, yoga in carrozzina o arte terapia. «La cosa assurda è che questi professionisti non solo lo fanno a titolo di volontariato ma devono anche pagarsi il parcheggio dell’ospedale» ha commentato la Recchioni. 

Dove effettuare una risonanza magnetica

La possibilità di ottenere un contributo economico passa dunque per il web. L’importo dell’eventuale elargizione lo si scoprirà il 7 maggio quando scadrà il termine della votazione online sulla piattaforma Aviva Community Fund. «Tutti i progetti sono divisi in tre categorie – ha spiegato la responsabile dell’Unità Spinale- a votazione chiusa (si dà un giudizio numerico compreso nella scala tra 1 e 10) una giuria sceglie i primi sette migliori, valutati non solo in base ai voti ricevuti ma anche ad altri parametri come l’impatto sociale e la fattibilità. Il primo classificato ottiene 20.000 euro, il secondo qualcosa di meno e il terzo 6.000 euro in un anno». Per votare è necessario registrarsi sulla piattaforma, poi sarà possibile cercare il progetto per nome o località ed esprimere la propria valutazione. L’eventuale finanziamento permetterebbe anche di allargare anche il ventaglio di pazienti: «L’Unità Spinale segue circa 30 pazienti ricoverati all’anno, ma con quei soldi potremmo allargare il servizio di terapia complementare anche agli ambulatoriali, cioè coloro che sono già tornati a casa ma che hanno piacere a seguire attività di gruppo» ha concluso la Recchioni. Ad oggi il progetto ha ottenuto 14.231 preferenze. 

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