Apnee ostruttive del sonno, cosa sono e perché prevenirle: il summit a Senigallia

Gli specialisti hanno fatto il punto su una patologia in aumento, che rappresenta quella più diffusa tra i disturbi del sonno

Ne soffrono circa un milione e 600mila persone in Italia, tra il 12 e il 14 per centro della popolazione adulta: la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (Osa), dovuta all’ostruzione delle alte vie respiratorie, è una patologia in aumento e rappresenta quella più diffusa tra i disturbi del sonno, capace di condizionare notevolmente la vita di chi ne soffre ed in modo particolarmente pericoloso chi si mette alla guida di un mezzo di trasporto. Sonnolenza mattutina, cefalee, cambiamenti di umore, difficoltà di concentrazione, sono alcuni tra le più note conseguenze subite dalle persone soggette a tali disturbi che tuttavia possono incidere anche più profondamente sulla salute di chi è costretto a farvi i conti, causando aritmie, fibrillazioni aortiche, diabete e, in alcuni casi, insorgenze di ictus.

Quando e perché fare la mappatura dei nei

La Casa di Cura Villa Silvia, che ha recentemente attivato un ambulatorio di pneumologia, ha così organizzato a Senigallia, in collaborazione con MedicAir, un workshop specifico sul tema dal titolo “Dormi bene, non dormirci su”, rivolto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta del distretto sanitario di Senigallia. Un appuntamento servito a tracciare il quadro della situazione attuale sulla patologia, ma anche a sottolineare il valore della prevenzione: “Con le apparecchiature attuali di cui è dotata Villa Silvia – spiega Marcello Ugolini  Specialista in malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia, già Primario dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord – è ora possibile, in una notte, compiere diagnosi precise su questa patologia, il primo, fondamentale, aspetto legato alla prevenzione”.

L’attenzione sui disturbi del sonno è aumentata, spiega Ugolini, da quando l’Italia ha recepito le relative linee guida europee, secondo cui chi soffre di apnee notturne non può guidare sino al trattamento e miglioramento del disturbo.  La sospensione della patente ha posto sul tavolo dei medici una questione che da clinica è divenuta anche sociale, come ha attestato il work shop voluto dalla Casa di Cura Villa Silvia, durante il quale sono intervenuti oltre a Marcello Ugolini anche Valter Mariotti, Direttore Centri Medici Villa Silvia, e Sofia Taccucci, Clinical Specialist Area Respiratoria MedicAir. “Fondamentali sono gli di vita – ha detto ancora Ugolini – poiché a peggiorare i disturbi concorrono ad esempio l’abuso di alcol e il consumo di cibo non equilibrato, nonostante questo non significhi comunque che la patologia colpisca solo le persone obese, anche quelle più magre infatti ne sono soggette”.  A combattere contro le apnee notturne sono soprattutto gli uomini, in particolare bambini e over sessanta, mentre al momento il trattamento migliore per i casi più severi è affidato alla C-PAP, piccolo apparecchio che si appoggia sul comodino, provvisto di un tubo corrugato e maschera nasale che invia un flusso continuo di aria nelle vie aeree impedendo il collabimento delle stesse e quindi l’apnea, con risvolti positivi sulla qualità della vita. 

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