Salute, la cardiologia è differente tra uomini e donne ma pochi lo sanno

Emerge questo dalla tavola rotonda dal titolo SI parla di cuore, tenutasi mercoledì 27 febbraio al Museo della Città, organizzata dal Soroptimist Club di Ancona

Il tavolo dei relatori

Le malattie cardiovascolari sono oggi causa di morte più per le donne che per gli uomini. Lo dicono i dati italiani del Ministero della Salute e la causa è dovuta anche dal fatto che i campanelli di allarme sono differenti e spesso sia i medici che le stesse pazienti tendono a sottovalutarli. Emerge questo dalla tavola rotonda dal titolo SI parla di cuore, tenutasi mercoledì 27 febbraio al Museo della Città, organizzata dal Soroptimist Club di Ancona in collaborazione con il Panathlon Club di Ancona.. “È una tematica che ci riguarda da vicino – ha detto Anna Maria Perdon, presidente del Soroptimist di Ancona – perché le malattie cardiovascolari sono diventate tra le maggiori cause di morte nelle donne ed è bene sfatare molti pregiudizi: in passato sembrava che le donne non fossero toccate da queste problematiche, mentre invece sono i sintomi a essere diversi, meno eclatanti di quelli che si riscontrano nell'uomo”. Concorda Maria Vittoria Paci, medico cardiologo, che ha spiegato come “nella donna il meccanismo è completamente diverso ed è possibile applicare il modello maschile alla malattia solo nelle donne in tarda età. Prima, per questioni ormonali, le dinamiche sono differenti. Nella comunità scientifica, anche ad Ancona, ci occupiamo da diversi anni di medicina di genere e lo stesso approccio del medico del pronto soccorso è cambiato molto negli ultimi 30 anni”. Studi recenti hanno dimostrato come l'informazione sia estremamente efficace nel ridurre la mortalità. Il Soroptimist, a livello nazionale, ha iniziato una campagna di sensibilizzazione su questo tema. “Occorre informare le donne – ha detto Maria Antonietta Lupi, vicepresidente nazionale del Soroptimist Club – perché sottovalutando il rischio si registra un ritardo nel presentarsi al pronto soccorso. I dati ci dicono che anche dall'arrivo al pronto soccorso all'esame cardiologico i tempi sono più lunghi, per questo dovremmo addestrare sempre meglio anche gli operatori sanitari”. Alla tavola rotonda, moderata da Andrea Carloni, presidente del Panathlon dorico, hanno partecipato anche Daniela Cintioli (medico nutrizionista), Fabio Santelli (presidente Federazione Medici Sportivi Marche) e Patrizia Palini (medico di medicina generale) che hanno sottolineato come la prevenzione basata su una corretta alimentazione e una vita attiva possa ridurre questi rischi. 

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