Salute, la si conosce poco ma aumentano i casi di celiachia

Al progetto, iniziato nel mese di maggio 2015 nella città di Ancona, hanno aderito al progetto tutte le scuole di Ancona. Nella prima fase c'è stata la ricerca della predisposizione genetica alla celiachia

Da sinistra: Tiziana Borini, Giampaolo Giampaoli, Sauro Longhi, Michele Caporossi

Screening su bambini. Aumentano i casi di celiachia ad Ancona. E’ quanto emerso da un progetto di screening interamente finanziato dalla CariVerona nel bambino in età scolare. 5000 i bambini tra i 5 e 10 anni presi in esame dall'equipe dell’Univpm che, coordinata dal prof. Carlo Catassi (Clinica Pediatrica, Dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche ed Odontostomatologiche, Università Politecnica delle Marche), ha coinvolto i bambini delle scuole elementari delle città di Ancona e Verona. Dati presentati in occasione di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Rettore Univpm Sauro Longhi d l’assessore di Ancona Tiziana Borini che ha detto: «Questo è un progetto di grande valore perché la celiachia é poco conosciuta in ambito familiare ma è diffusissima e noi siamo attentissimi alle mense scolastiche con menù differenziati e piani alimentari personalizzati». Presenti anche Giampaolo Giampaoli della Fondazione Cariverona, Michele Caporossi Direttore Generale AOU Ospedali Riuniti di Ancona, Carlo Catassi Direttore Clinica Pediatrica AOU Ospedali Riuniti di Ancona e Presidente Società Italiana Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica, Gian Marco Giuseppetti Direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche e Odontostomatologiche  e Marcello Maria D’Errico Preside della Facoltà di Medicina.

Al progetto, iniziato nel mese di maggio 2015 nella città di Ancona, hanno aderito al progetto tutte le scuole di Ancona. Nella prima fase c’è stata la ricerca della predisposizione genetica alla celiachia con un test rapido. Parallelamente i bambini risultati positivi al test genetico (circa il 40% del campione, 1900 bambini) sono stati ricontattati per la seconda parte del progetto che si è svolta al Salesi. In tali sedi i bambini sono stati sottoposti a prelievo venoso per la ricerca degli anticorpi indicativi di malattia celiaca, analizzati al laboratorio dell’Ospedale Fracastoro di Verona. Tale fase di richiamo ed esecuzione dei prelievi si è ultimata questo mese a Verona ed è in fase di completamento ad Ancona. Circa il 90% dei pazienti richiamati per la prosecuzione dello screening ha aderito al continuo delle indagini. Attualmente sono stati effettuati 1670 prelievi venosi, di cui sono disponibili ad oggi i risultati dei primi 1263 soggetti.  In 54 casi è stata riscontrata una positività degli anticorpi per celiachia che ha richiesto ulteriori esami e la valutazione clinica per la conferma della diagnosi di celiachia. Al momento attuale la diagnosi è stata confermata in 24 soggetti, 16 sono ancora in fase di accertamento, mentre in 14 la diagnosi non è stata confermata. Dai dati disponibili e precedenti allo screening i soggetti che avevano una diagnosi nota di celiachia erano 18 (0,38% della popolazione) mentre, i nuovi casi sarebbero 40, se la diagnosi venisse confermata in tutti i casi in accertamento, risultando pertanto una prevalenza finale di celiachia nel campione in esame dell’1,6%.

Al di là dell’elevato tasso di adesione all’indagine e di interessamento dunque per l’argomento sanitario, risulta evidente come ci sia una prevalenza della predisposizione genetica alla celiachia nella popolazione generale del 40%, in linea con quanto già noto nella letteratura. Una prevalenza della celiachia riscontrata dallo screening intorno all’1,6%, quindi in aumento rispetto allo 0,38% riscontrato nell'indagine negli anni ’90. Un’elevata percentuale di casi di celiachia che ancora sfuggono alla diagnosi poiché asintomatici o scarsamente sintomatici (circa il 70%), rafforzando l’importanza di un progetto di screening nella popolazione generale.

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