Il sondaggio: anconetani poco marchigiani, pesaresi "romagnoli mancati"

Il 16% degli anconetani non si sente marchigiano mentre tra i pesaresi il senso di appartenenza alla regione non arriva nemmeno all'80%

Valentino Rossi, marchigiano di Tavullia (Pesaro) spesso scambiato per romagnolo

Marchigiani fieri della loro marchigianità. Ma non tutti. E' quanto emerge dal sondaggio Sigma Consulting sul senso di appartenenza in regione. In totale l'89% degli intervistati dice di sentirsi marchigiano, sentimento anche più forte rispetto al sentirsi italiano (81%). Ma tra le province ci sono profonde differenze. Il sentimento è più forte tra gli abitanti di Fermo (98%), Macerata (96%) e Ascoli (91%). 

Ad Ancona il valore è più basso (84%) mentre a Pesaro Urbino non mancano sorprese: tra il 22% di persone che dice di sentirsi escluso dall'identità marchigiana c'è chi guarda alla Romagna. «Analizzando le risposte degli intervistati alle domande aperte emerge come gli abitanti della provincia simpatizzino più per la Romagna ma si sentano in qualche modo esclusi sia dall’identità marchigiana che da quella romagnola. Alcuni intervistati si sentono “romagnoli mancati... per poco” o rispondono con un briciolo di amarezza “sei pesarese quindi non sei marchigiano, ma non sei nemmeno romagnolo”» commentano dalla Sigma. 

Dove vorrebbero vivere i marchigiani: i top e il flop

Il 55% non ha dubbi. Meglio le Marche. La percentuale è cresciuta del 9% negli ultimi due anni. Non mancano tuttavia sorprese tra le regioni scelte come alternativa. Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna (24%) mentre, a sorpresa, è la Sicilia la terza regione della classifica, preferita dal 22% dei marchigiani. Seguono Toscana (16%) e Puglia (11%). 

C'è anche una Top5 delle negatività. Alla domanda "in quale regione non le piacerebbe vivere" il 37% degli intervistati ha risposto Calabria. Secondo posto per la Campagia (35%) e terzo per la Basilicata (18%). Segue il Molise (15%) ma al quinto posto troviamo la Lombardia: il 12% dei marchigiani non ci vorrebbe vivere. «A pesare, probabilmente, è la percezione della regione quale ambiente frenetico, con problemi di inquinamento e caratterizzato da un clima nebbioso e da abitanti freddi e chiusi in se stessi - analizzano nel rapporto - Inoltre, non è da sottovalutare la distanza tra le “piccole” Marche, regione “a misura d’uomo”, e la “grande” Lombardia, dominata da grandi città e in cui l’individuo ha paura di perdersi».

Come si vedono i marchigiani

Si è chiesto agli intervistati quali fossero le prime cose che vengono in mente pensando a come definire i marchigiani. Quanto emerge rappresenta uno spaccato sulla percezione di sé, dove si mescolano stereotipi e luoghi comuni ma anche convinzioni ben radicate nella coscienza collettiva. La maggior parte degli intervistati si vede principalmente come un popolo dedito al lavoro, importante è anche la
componente legata al cibo: le Marche come terra di buona cucina e i marchigiani come “buone forchette”. Inoltre, contro il luogo
comune che vuole la regione abitata da gente chiusa e diffidente, i marchigiani si vedono come persone socievoli, calorose, simpatiche e divertenti. Presenti in misura rilevante anche risposte volte a sottolineare aspetti problematici e negativi del carattere dei Marchigiani: “chiusi”, “duri, grezzi e invadenti”, “diffidenti, schivi e riservati”, “tirchi” e “esattori delle tasse”, quest’ultima risposta dovuta al ruolo che gli abitanti di queste terre ricoprivano all’interno dello Stato Pontificio.

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Carlo Nucci
    Carlo Nucci

    Che in Ancona si senta poco l'appartenenza al resto della Regione ha anche una matrice storica.La città, infatti, è sempre stata un crogiuolo di più etnie essendo un porto e come si sa ogni gruppo etnico tende a rimarcare la propria provenienza d'origine .A questo va aggiunto la secolare presenza del Governo Pontificio, che a differenza d'altri (Firenze, Urbino,Mantova,Venezia etc..) governi non ha certo contribuito ad amalgamare o rilanciare l'arte e la cultura. Basti pensare (SENZA VOLER FAR POLITICA IN ALCUN MODO) agli ebrei Safarditi che, fuggiti dalla Spagna, furono benevolmente accolti a Livorno anche per rilanciare i commerci e come furono trattati invece in Ancona ( sono i marrani bruciati al rogo). L'anconetano è essenzialmente privo di cultura ed amore o conoscenza storica della sua città, Ascoli, Ubino, Fermo, Maacerata, in un modo o nell'altro coltivano le loro tradizioni, la cultura, anche solo teatrale, noi...NO! Nel 295 a.c l'Esino era il confine tra l'Italia a sud e la Gallia a nord, purtroppo da allora il nord delle Marche sono sempre stati relativamente distaccati dal resto della Regione, che tra Piceni e Umbri, in un modo o nell'altro hanno mantenuto sempre una matrice comune in tutto il reto della Regione..tranne Ancona, appunto, che, anche per effetto d'essere un punto nevralgico commercialmente, ha da sempre assunto quell'aurea di supremazia, mal riposta vorrei dire, sul resto della Regione.

  • Non mi meraviglia che ad Ancona ci si senta meno marchigiani, in quanto ad Ancona, come capoluogo di regione, ed agli anconetani importa ben poco del resto delle Marche. E questo influisce anche sul sentimento di altri corregionali, sopra tutto al nord, perchè non si riconoscono in una marchigianità che non è favorita, coltivata a cominciare dal capoluogo che dovrebbe fare da guida. Poi al nord , Provincia di Pesaro-Urbino, c'è in più questo questo falso sentimento del sentirsi dei romagnoli mancati. I pesaresi sono tutt'altro che romagnoli, Urbino ha abdicato da secoli ad essere il capoluogo del Montefeltro, non è stata capace nemmeno di celebrare più di tanto il suo personaggio più importante per questo territorio della regione , Federico II da Montefeltro, e gran parte di quelli che abitano nel Montefeltro non hanno capito che è l'identità di questo territorio storico da valorizzare all'interno della regione e non aspirare ad essere romagnoli (anche se ci ha messo del suo l'istituzione Regione a farli sentire molto "periferici" ed a sottovalutare le ragioni pratiche di coloro che sono passati stoltamente alla Regione Emilia-Romagna). Infine il principale difetto dei marchigiani è quello di non conoscere e quindi saper valorizzare il grande patrimonio culturale, artistico, naturalistico ed enogastronomico della regione. Le Marche possono offrire molto di più dell'Umbria a cominciare dal mare e dalle sue vallate, possiede una DENSITA' di opere d'arte perfino superiore alla Toscana molto più celebrata. Certo, mancano le infrastrutture, le strade in primis, l'organizzazione ed una capacità di accoglienza e di attrattività , di fornire servizi all'altezza di un turismo moderno , di fare sistema fra l'offerta sulla costa e quella sulle aree interne.

  • Avatar anonimo di Francy SuperDyma
    Francy SuperDyma

    „i marchigiani si vedono come persone socievoli, calorose, simpatiche e divertenti“ E' il momento delle risate, comandate come nelle trasmissioni televisive, ahahaha

  • mah alcuni difetti dei marchigiani, quali la chiusura la scarsa affabilità e l'oculatezza ai limiti della tirchieria non sono luoghi comuni ma caratteristiche diffuse che chi viene da fuori riscontra senza avere nessun pregiudizio. Un bagno di modestia con il riconoscimento dei propri difetti non farebbe male ai marchigiani anche considerato che la loro é una bella regione ma devono stare molto attenti a valorizzarla e ad essere un po' più accoglienti perché non é certo la più bella regione del centro Italia né con il clima migliore. É un attimo che i turisti preferiscano la Romagna, per la migliore accoglienza, o la Toscana per l'arte e il clima, o anche l'Umbria, sempre per l'arte e l'ambiente più preservato . Sono Regioni che hanno maggiori potenzialità delle Marche. Possiamo pure aggiungere l'Abruzzo che sta promuovendo le sue bellezze storiche e naturali e può vantare un clima un po'migliore. Insomma i marchigiani non sanno preservare la bellezza della loro regione che solo se molto valorizzata può attrarre, altrimenti il turismo delle Marche ne può fare tranquillamente a meno. Non si può certo vivere di rendita come a Roma o a Napoli che sono talmente belle da avere turismo anche se tenute malissimo

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