Sicurezza negli eventi pubblici, gli operatori: «Da Corinaldo in poi l’intrattenimento sta morendo»

Gli operatori del settore sono intervenuti durante il convegno sulla sicurezza nel pubblico spettacolo

Gabriele Matarazzo durante l'intervento

L’effetto Corinaldo si è tradotto in un aumento dei controlli nei locali pubblici e ha portato alla ribalta la questione della sicurezza nel pubblico spettacolo. L’argomento è stato trattato in un convegno lo scorso giovedì alla Mole Vanvitelliana, organizzato dall’associazione culturale Fatto & Diritto e dal collettivo Hip-Nic (GUARDA IL VIDEO). Dopo l’intervento dei relatori sulla parte normativa e sulle responsabilità penali e civili, è stato il turno degli operatori del settore. Aldo Bernardini, coordinatore dell’Associazione Marchigiana Attività di Teatro, ha ribadito la necessità di una maggiore formazione sulla gestione dell’eventuale emergenza e della situazione di panico. 

Gli interventi dalla platea hanno messo in luce il rapporto tra le normative stringenti e le limitazioni al business. Tra i primi a prendere la parola c’è stato Gabriele Matarazzo in rappresentanza del gruppo SpingiAmo Ancona, che ha proposto un tavolo di discussione con le istituzioni: «Le regole sul pubblico spettacolo e le leggi sul terrorismo fanno lievitare i costi dell’attività in maniera incisiva. Non voglio entrare nel merito della sicurezza, perché la tragedia di Corinaldo ha lasciato un solco in tutto il nostro territorio. Posso però dire che da dicembre 2018 l’iniziativa popolare, che sia musicale, artistica o culturale, ne sta pagando le conseguenze. Un locale che negli anni 90 poteva contenere 2.500 persone oggi, a parità di metratura quadrata, ne può contenere circa 600. Secondo voi il business potrebbe funzionare alla stessa maniera? Rischiamo di vedere scomparire sagre, eventi di quartiere e feste religiosi».

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Sulla stessa linea d’onda l’organizzatore di eventi Alessandro Sartarelli: «L’attenzione per la sicurezza è giusto che ci sia, ma sta portando all’estinzione di tanti eventi. Non credo che se un locale è adibito a far mangiare 100 persone  sia poi un problema se quelle persone ballano. L’attenzione alla sicurezza è giusto che ci sia- ha concluso Sartarelli- ma siamo passati da un eccesso all’altro e stiamo smettendo di fare intrattenimento». 
 

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