Operazione trasparenza, raffineria aperta ai cittadini ma in piazza scoppia la protesta

I vertici dell'Api hanno inaugurato la Corporate Academy del gruppo mentre le famiglie partecipavano ai laboratori didattici proposti nell'open day. Comitati in piazza: «Solo marketing sociale»

Open day alla raffineria Api

Falconara oggi si è svegliata con tre volti. Uno è stato quello della raffineria Api che, con un open day, ha aperto le sue porte alle famiglie offrendo laboratori dedicati alla sostenibilità ambientale. I massimi vertici aziendali hanno anche tagliato il nastro della Corporate Academy, chiamata a formare manager e tecnici del domani puntando sui concetti di “trasparenza” e “sostenibilità ambientale”. L’altro volto era quello dei comitati cittadini, che si sono riuniti alla Galleria delle idee per la manifestazione “3 ore per la vita”, promossa dai Siti di Interesse Nazionale (SIN) in diverse città d’Italia, chiedendo l’applicazione delle normative di bonifica. Battaglia, quella dei comitati per l'ambiente che, e questa è la terza faccia, in passato ha portato a denunce ed esposti alla magistratura dorica, che dopo aver raccolto le segnalazioni della cittadinanza si è affacciata sulla città con una nuova inchiesta. Dopo la prima, chiusa a maggio dal Pm Paolo Gubinelli con tre avvisi di garanzia che ipotizzano reati ambientali, ecco quella del procuratore Irene Bilotta, impegnata ad accertare l’ipotesi di inquinamento del suolo e del sottosuolo dopo le esalazioni dell’aprile 2018. 

«Trasparenza e sostenibilità»

Mentre famiglie e bambini partecipavano ai laboratori didattici sulla raccolta differenziata, contrasto allo spreco dell’acqua, uso intelligente di plastica e di energia, i massimi vertici aziendali tagliavano il nastro del polo di formazione. La Corporate academy ospiterà gli eventi formativi per il personale dell’azienda, ma aprirà le porte anche a università, Confindustria, scuole e partner imprenditoriali. «Con questa giornata ci apriamo alle singole persone, ma anche verso il territorio e ai cittadini ai quali mostriamo cosa facciamo in termini di ambiente, salute e sicurezza» ha detto l’a.d. del gruppo Api, Daniele Bandiera, che ha ricordato il rinnovo dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale. Giancarlo Cogliati, a.d. della raffineria falconarese, ha citato il business che l’impianto rappresenta per il porto di Ancona, pari al 45%: «Sulla questione ambientale siamo andati al di là delle prescrizioni- ha detto Cogliati- presto ci saranno nuovi monitoraggi sponsorizzati dall’azienda e che daranno la possibilità di rendere più severi i controlli. Siamo felici che i nostri controllori siano spesso qui da noi perché non abbiamo nulla da nascondere». Presente, tra le massime autorità civili e militari, anche il sindaco di Falconara, Stefania Signorini: «Come sindaco auspico che l’academy faccia conoscere il nostro territorio anche fuori dai confini nazionali in campo scientifico, manageriale e tecnico». C’era anche il direttore dell’Arpa Marche, Giancarlo Marchetti, che tra le forme di monitoraggio ha ricordato l’app Odor.net, ad oggi sui cellulari di 120 utenti: «Si possono geolocalizzare le segnalazioni di cattivi odori e poi intervenire con i campionamenti». Gli assessori regionali all’Industria, Manuela Bora, e all’Istruzione, Loreta Bravi, hanno citato la determina regionale che consente alle aziende di beneficiare dei 700mila euro per il sostegno delle academy. I fondi sono  stanziati, verranno sbloccati quando, oltre all’Api, almeno altre due aziende ne formeranno dei propri poli formativi. Parole d’ordine, dunque, «Trasparenza», «formazione» e «sostenibilità». 

«No, è solo marketing sociale»

«La trasparenza però non può rimanere uno slogan – ha tuonato Loris Calcina, consigliere comunale CiC/FBC e SiAmo Falconara- questa giornata la consideriamo una specie di marketing sociale, perché ci sono tutti i comportamenti precedenti che andrebbero valutati dal punto di vista della trasparenza». Calcina fa tre esempi: «L’incidente del serbatoio Tk61 era iniziato l’11 aprile ma è stato comunicato il pomeriggio del giorno seguente quando i cittadini avevano segnalato gli odori da ore. Sul blog della raffineria era stato scritto che si trattava di una fuoriuscita di petrolio grezzo dal tetto, invece poi si è saputo che era virgin-nafta, con concentrazioni di idrocarburi leggeri diversi da quelli del petrolio. Finché ci si muove solo dopo l’incidente o la lamentela si dimostra che non c’è né azione preventiva né trasparenza». Per Calcina i monitoraggi non sono sufficienti: «Bisogna intervenire sulle cause delle esalazioni». Come? «Un esempio è il registro delle malformazioni congenite che dà l’idea delle patologie legate alla presenza di determinati metalli pesanti. Se hai questa conoscenza cominci a capire cosa devi cercare e cosa lo produce». Calcina ne ha anche per il Comune: «Il Ministero dell’Ambiente ha chiesto dal 2016 a Comune, Asur e ArpaM di censire eventuali pozzi privati che si trovano nei siti di interesse nazionale (SIN), nel caso di Falconara presso i 4 condomini più vicini ai serbatoi. Bisognava vedere se c’erano pozzi e nel caso se le acque avevano idrocarburi, ma ad oggi mi risulta che non sia stato fatto e questo dà la misura dell’inerzia». Alla manifestazione, appoggiata dai comitati Mal’Aria e Onda Verde, era presente Alessia Balducci (ass. Onda Verde Onlus): «I Siti di Interesse Nazionale a livello di quantità e qualità sono a livelli intollerabili, a Falconara è provato dall’Istituto Superiore di Sanità che c’è un’incidenza tumorale e di mortalità più alta rispetto alla media nazionale» ha detto la Balducci, che sull’Api chiude: «Giocare sulla parola trasparenza significa prendere in giro i cittadini». 
 

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