Lezioni di legalità con i detenuti, al via il Progetto Carceri della Croce Rossa

Attivato in tutta la regione un importante percorso di rieducazione negli istituti penitenziari in collaborazione con il Garante dei diritti della persona

Il Comitato di Ancona della Croce Rossa

Lo scorso gennaio ha preso avvio negli istituti penitenziari di tutta la regione il Progetto Carceri della Croce Rossa Italiana-Comitato regionale Marche, in collaborazione con l’Ufficio del Garante dei diritti della persona, che proseguirà con una serie di incontri intramurari sulla legalità fino al mese di giugno 2020.

L’idea nasce proprio dalla volontà dei volontari - impegnati anche come professionisti nel settore della giustizia – di dare concreta attuazione alla finalità rieducativa della pena così come prevista e garantita nella carta costituzionale del nostro ordinamento. Intento, questo, che ha trovato terreno fertile in particolare nell’Obiettivo Strategico 2 Sociale dell’associazione, inteso alla promozione dello sviluppo dell’individuo anche in termini di prevenzione e risposta ai meccanismi di esclusione quale percorso per costruire comunità più forti e inclusive. Non può non rilevarsi la vicinanza di tale proposito a quanto insito nella Costituzione, anche qui, all’art. 2 laddove si riconosce e si garantisce la persona umana e i rispettivi diritti sia in quanto singolo sia all’interno delle formazioni sociali all’interno delle quali è inserito e per far ciò è richiesto l’adempimento dei doveri di solidarietà anche sociale a ciascuno spettanti.

Fondamentale l’apporto del Garante dei diritti della persona, avv. Andrea Nobili, che ha creduto nel progetto e ha fatto sì che, tramite questa sinergia di intenti, giungesse a realtà. Come, anche, fondamentale è stato l’apporto di altri professionisti della giustizia che hanno deciso di credere e dare risposta a questo inderogabile dovere di solidarietà. «Ad oggi si sono finalmente aperte le porte per un dialogo in divenire fra istituzioni coinvolte per difendere questa prerogativa del nostro Ordinamento di riabilitazione di quanti abbiano deviato dalle regole di convivenza sociale, in un’ottica per lo più di continua responsabilizzazione di tutti rispetto alle cause della condotta deviante ma altresì rispetto al percorso trattamentale del singolo detenuto quale anch’esso persona e del suo futuro reale ed efficace reinserimento positivo e proattivo nella comunità», spiegano dalla Croce Rossa.

Un percorso lungo ma improcrastinabile: «La Costituzione italiana - ha sottolineato il Garante Andrea Nobili - stabilisce che la finalità della pena è la risocializzazione ed è per questo che occorre fare in modo che chi entra in carcere ne esca migliore. Iniziative come quella della Croce Rossa forniscono un apporto importante in questa direzione perché affrontano con i detenuti i grandi temi della legalità, offrendo loro nuovi strumenti per un rientro consapevole nella società. Quello del reinserimento resta uno dei problemi fondamentali e ho già avuto modo di evidenziare che attraverso una progettualità diffusa, frutto di condivisione tra diversi soggetti, è possibile attivare percorsi in grado di fornire risposte positive su più versanti, come quelli della recidiva e della devianza, prospettando una società più sicura». 

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