Alessandro tra le “Api del Baltico”: un anconetano nella pattuglia acrobatica lettone

Non è risucito ad entrare in aeronautica, oggi organizza airshow ed è uno dei sei piloti della pattuglia acrobatica lettone

Alessandro Scorrano

Alessandro sognava di volare. Guardava all’insù immaginando di pilotare un jet mentre i suoi piedi erano piantati a terra, spesso in mezzo ai tavoli del ristorante Air Park di Porto Recanati gestito da suo zio. In quelle sale, ricavate nelle fusoliere di vecchi aeroplani, è partito il viaggio che lo ha portato in Lettonia. Oggi Alessandro Scorrano, 29 anni di Loreto, è l’unico italiano in forza alla pattuglia acrobatica lettone “Baltic Bees” (Api del Baltico) e fa evoluzioni tra i 100 e i 2000 metri di quota negli airshow di tutto il mondo. Per lui l’azienda (i Baltic Bees fanno parte di una ditta privata) ha addirittura modificato lo standard di comunicazione tra i vari componenti della pattuglia. Prima che arrivasse Alessandro, sugli L-39 Albatross (jet da addestramento della Repubblica Ceca) volavano infatti ex piloti militari russi: «Sono l’unico che non parla in russo, quindi hanno fatto dei cambiamenti importanti nelle comunicazioni in volo e gli stessi comandi sono stati tradotti in inglese per farmi comprendere tutto» ha raccontato il pilota.

In volo acrobatico sulla sua Loreto - guardate che spettacolo

Alessandro ha tentato di entrare nell’aeronautica militare italiana: «però non mi hanno preso per un problema fisico- ha spiegato il pilota- praticamente avrei potuto trovare problemi alla schiena in caso di eiezione con il sedile». Rivincita? «Qui sono seduto sullo stesso seggiolino, ma non ho in programma di usarlo in quel modo- spiega sorridendo- in Italia l’aeronautica ha 6mila candidati per 50 posti, è anche logico che dovendo selezionare scelgono quelli che non hanno l’ombra di un difetto. Questa invece è un’azienda privata e ha requisiti diversi, fermo restando che la visita medica la faccio ogni anno come pilota commerciale presso studi medici militari, la passo sempre e il rischio me lo assumo io». La manovra più difficile che Alessandro ha dovuto imparare è stata “la bomba”: «E’ la più difficile, ma anche la più spettacolare. Si tratta della separazione dal resto della formazione per poi ricongiungersi». Lo scorso novembre, di ritorno dall’Airshow in Iran, Alessandro è atterrato con un L-39 all’aeroporto di Falconara. E’ stata l’occasione per rivedere i genitori, con cui si sente quasi quotidianamente la sera via Messenger, ma anche per far provare il brivido dell’acrobazia aerea a chiunque fosse stato interessato: «Per tre mesi abbiamo fatto alcuni voli, ma ad oggi non è programmata una replica in futuro».

Alessandro è una delle sei “Api del Baltico” e la formazione si chiama così per il colore giallo blu degli aerei che simboleggia l’insetto portafortuna nei paesi Baltici. E’ sempre stato appassionato di aerei, dal modellismo al pilotaggio. Ha lasciato Loreto a 14 anni per trasferirsi a Forlì, dove ha frequentato per 5 anni il Collegio aeronautico uscendone con il titolo di perito. I primi decolli a 16 anni dall’aviosuperficie di Loreto, poi il tentativo non riuscito di entrare in Aeronautica e quindi la decisione di intraprendere la carriera civile: «Nel 2011 sono andato in Lettonia per formarmi in questo senso, dopo due anni e mezzo ho preso il brevetto di pilota commerciale. Nel frattempo organizzavo Airshow in Italia e sono entrato in contatto con l’attuale pattuglia – racconta Alessandro- all’inizio collaboravo con loro come speaker e mi occupavo delle relazioni pubbliche». E come fa uno speaker a finire su un jet acrobatico? «Mi hanno chiamato per pilotare un jet commerciale, poi hanno avuto bisogno di un pilota per la pattuglia e mi hanno offerto il posto. E’ stata una serie di coincidenze». Era il 2016: «Quel giorno è iniziato un esperimento per loro, ma anche per me su me stesso». 
 

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