Dalla mansarda ai mercanti di Venezia, Eric il sarto: «Ho 24 anni e non chiamatemi stilista»

Gli abiti che realizza in mansarda sono finiti anche in tv

Eric Iazzetta

Disegna i suoi abiti, ma non è uno stilista. Eric Iazzetta, 24 anni, ha abbandonato il sogno di diventare architetto per aprire una sartoria in proprio. Nel giro di un anno gli abiti che disegna e realizza nella sua mansarda di Chiaravalle sono arrivati a clienti di Venezia, Milano e altre parti d’Italia. Tra i suoi committenti ci sono medici, ingegneri di Jesi, Milano ma anche mercanti d’arte come quello che da Venezia gli ha ordinato ben 4 lavorazioni particolari. Il futuro? Sarà ad Ancona, almeno nei programmi: «Ho in mente di aprire un’attività nel centro storico, perché è perfetto per mio tipo di prodotto è un luogo che si addice perfettamente». Una storia di gioventù, successo e coraggio imprenditoriale come quella del giovane pellettiere Daniele Galeazzi.

«Non sono uno stilista»

«Non sono uno stilista anche se il mio lavoro parte dal disegno degli abiti. Io non faccio moda- spiega Eric- realizzo abiti destinati a durare nel tempo. L’abito sartoriale lo porti tutta la vita perché è modificabile anche se prendi o perdi peso». Eric fa praticamente di tutto, escluse le camicie per il momento. Dagli abiti per tutti i giorni agli smoking e all’uso cerimonia: «Il campo è destinato a crescere perché c’è una fetta di clientela che non si accontenta dell’abito bello, ma lo vuole personalizzato e che non passa mai». Eric h ala sartoria nel sangue, sua nonna Cesarina lavorava come pantalonaia e lui ha deciso di riprendere in mano l’attività cessata qualche anno fa: «La passione per la sartoria ce l’ho sempre avuta ma ero indeciso se proseguire su quella strada o fare l’architetto». Dopo gli studi al liceo artistico di Ancona e al Politecnico di Milano il nodo si è sciolto. Prima l’apprendistato nella sartoria di via Monte Napoleone poi l’ attività in proprio a Chiaravalle: «Disegno gli abiti nella mia mansarda e mi appoggio in un negozio per incontrare i clienti e prendere loro le misure. Il bello è che poi nasce un rapporto di amicizia perché dopo l’incontro di lavoro ci vai a pranzo insieme». La clientela di Eric in un anno ha superato i confini cittadini e regionali: «Cercano me perché quest’attività sta scomparendo, le sartorie oggi fanno lavori artigianali ma solo sulle rifiniture finali, io faccio tutto dal disegno alla lavorazione di qualunque pezzo con punture a mano. C’è una ricercatezza dietro l’abito sartoriale- spiega Eric- è per questo che i tempi di costruzione possono arrivare anche a un paio di mesi con 3 o 4 prove». 

Il mercante di Venezia

Tra i clienti del giovane sarto c’è un mercante d’arte veneziano noto anche per le televendite in tv locali: «E’ stato il mio primo cliente in assoluto, mi ha contattato via social ed io ero titubante perché avrei dovuto raggiungerlo a Venezia senza sapere quale abito volesse di preciso. Non solo ho scoperto una persona fantastica, ma mi ha commissionato 4 lavori e con richieste particolari, come ad esempio le iniziali dentro l’abito di seta, il taschino porta sigaro o la presenza di un bottone diverso». Questa, spiega Eric, è al momento la soddisfazione più grande: «Mi ha dato fiducia e poi è bello vedere una persona che va in tv con addosso il mio abito». Sarto a livello nazionale a 24 anni significa fare delle rinunce: «La più grande sono le ferie, praticamente non le ho mai fatte perché capita di lavorare dalla mattina alla sera, ma va bene così perché voglio consegnare gli abiti in tempo. Le soddisfazioni però sono impagabili e non solo in senso economico. Vedere il cliente che indossa un tuo abito e poi torna da te non ha prezzo». 

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