Edo e Vale mollano tutto e diventano viaggiatori ecologici: «Puliamo l'Italia dai rifiuti»

Hanno lasciato il lavoro, hanno comprato un vecchio camper e girano l'Italia per pulire centri storici, viali e spiagge ma soprattutto per sensibilizzare su un tema spesso sottovalutato

Valentina La Cara ed Edoardo Manza

Lei 23 anni compiuti da poche ore, lui 24. A Torino avevano un lavoro, Valentina La Cara era responsabile di un negozio di telefonia, Edoardo Manza era dipendente in quello stesso centro. Tre anni fa si sono conosciuti, si sono innamorati e poi quella vita dettata dalle convenzioni sociali è diventa semplicemente «il passato», in nome di un bene superiore: la salvaguardia ecologica dell’Italia a 360°. Il mondo? Un passo alla volta. Edo e Valentina lo scorso gennaio hanno mollato tutto, hanno acquistato un vecchio camper e da allora stanno girando l’Italia per ripulire viali, spiagge, centri storici e monumenti. Oggi sono i “Viaggiatori ecologici”, tra Instagram (@viaggiatoriecologici) e Youtube hanno già adunato 37mila follower tra cui diversi bambini. «L’iniziativa nasce dalla nostra vera essenza, siamo due che non provano piacere a stare alle regole sociali che impongono casa e lavoro- spiega Valentina- abbiamo deciso di mettere i soldi da parte, comprare un camper e viverci sopra». 

Da nord a sud via Marche

La vocazione per le tematiche ambientali non nasce oggi: «Edo l’ho un po' trascinato io, da quando sono piccola mi premono le problematiche dell’ambiente- racconta Valentina – i primi mesi abbiamo girato il Piemonte anche per imparare a usare un camper, che non è intuitivo. Abbiamo cominciato a rompere le scatole a qualche discarica abusiva». Una volta presa confidenza con il veicolo Edo, Vale e il loro Staffordshire bull terrier di nome Bubble hanno fatto rotta verso sud. In Liguria hanno “pulito” Lavagna, e raccolto mozziconi di sigaretta nel viale centrale di Sanremo. In Toscana hanno aiutato un ragazzo a ripulire una spiaggia coperta da polistirolo per poi raccogliere spazzatura a Follonica. Nel Lazio sono stati a Civitavecchia e a Roma, poi giù in Campania: Paestum: «Abbiamo pulito il viale che costeggiava i templi greci, parliamo di 1.000 mozziconi in uno spazio ristretto- spiega la ragazza- è stato paradossale vedere i templi antichi di millenni e ben conservati con accanto la passeggiata pedonale in quello stato». Tutte le azioni sono state documentate in video pubblicati sul canale youtube “Viaggiatori Ecologici” e sull’omonimo profilo Instagram. Il filmato che riguarda Napoli però è diverso da tutti gli altri: «Per scelta non abbiamo messo in evidenza la questione immondizia, è stata concentrata l’attenzione mediatica per distoglierla da altri posti ma in realtà Napoli non è più sporca di altri posti che abbiam visto, quindi abbiamo messo in risalto le bellezze della città». Il tour è poi proseguito nelle Marche a cominciare da Fano, due settimane fa con la raccolta di mozzinconi in spiaggia per diversi giorni: «La situazione in quella spiaggia era tremenda anche se intorno ci sono stabilimenti che fanno sensibilizzazione e sono attenti allo smaltimento». A Belforte del Chienti sono addirittura riusciti a coinvolgere cinque sindaci della Comunità Montana ad effettuare la raccolta insieme a loro. E Ancona? «Ci siamo passati, ma non ci siamo fermati perché non abbiamo trovato un posto adatto per parcheggiare il nostro camper» spiega Valentina, che non esclude tuttavia un prossimo ritorno: «Mai dire mai, anche perché noi non abbiamo un itinerario fisso, lo cambiamo all’ultimo secondo in base a quello che leggiamo su internet. Andiamo dove c’è bisogno, seguiamo la sensazione». 

La collana di mozziconi 

Il 25 agosto Valentina ha compiuto 23 anni ed Edoardo le ha regalato una collana composta da mozziconi di sigaretta appena raccolti. «E’ il frutto di una campagna sensibilizzazione- racconta Valentina -  abbiamo raccolto questi mozziconi e ne abbiamo fatto un videoracconto immaginando un abmbino che raccoglie conchiglie e ne fa una collana per la bimba di cui è innamorato. Qui però invece delle conchiglie c’erano le cicche. Ora indosso la collana anche se la gente la guarda schifata». Resta l’ultima domanda: come ci si mantiene in un’avventura del genere? «Ci stiamo autofinanziando ma cerchiamo disperatamente aziende o enti che ci aiutino con collaborazioni o sponsorizzazioni anche parziali- spiega la ragazza- con le nostre forze riusciamo ad arrivare fino a inizio 2020, poi dovremmo fermarci e trovarci un lavoretto che permetta di mettere insieme i soldi per ripartire. La gente deve smetterla di inquinare anche per inconsapevolezza e iniziare a pensare che la Terra ci ospita, se finisce di farlo non abbiamo un altro posto dove andare e non conterà più nessun’ altra dinamica politica, sociale o economica. Smettere? Mai, e con degli sponsor vorremmo anche andare all’estero». 
 

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