I marchigiani? Più poveri, più precari: 1 giovane su 5 non studia e non lavora

Il rapporto Noi Italia 2018 redatto dall'Istat dipinge un quadro regionale fatto di luci e ombre. Sicurezza: un marchigiano su quattro teme i reati che però sono in diminuzione

Lavoro, istruzione, sicurezza. La salute delle Marche non è al meglio secondo i dati raccolti dall'Istat nel rapporto Noi Italia 2018, un quadro di luci e ombre nel quale aumentano la famiglie povere, i disoccupati e l'abbandono scolastico. Di contro ci sono buone nuove dal fronte della formazione che la nostra regione in vetta alla classifica dei laureati e con una diminuzione di reati anche se la percezione di insicurezza resta alta. Sono l'8,9% le famiglie povere. Parliamo di povertà relativa, che viene calcolata sui redditi e sul numero dei componenti del gruppo familiare. Se invece consideriamo le situazioni gravi il dato va al 9,4%. Tra le regioni del Centro Italia solo l'Umbria fa peggio. Il reddito familiare netto è comunque di circa 30mila euro l'anno. 

Dagli anni precrisi la disoccupazione è più che raddoppiata assestandosi al 10,6%. Sul totale dei disoccupati, oltre la metà (il 55%) non ha lavoro da più di un anno. Questo considerando la totalità dei disoccupati. Se invece parliamo di giovani i dati, pur in diminuzione rispetto agli anni precedenti, aumentano. Il tasso di disoccupazione giovanile è al 24,2%, più marcato per le ragazze (27% contro il 22% dei ragazzi), lontano dal picco di 36,4% registrato nel 2014. Resta stabile il tasso di occupazione, al 66,5% ma cresce soprattutto il tasso di occupazione per gli over 55 (il 53,2% dei residenti) e aumentano i contratti a tempo determinato: sono il 19%, quinta regione d'Italia dietro Calabria, Sicilia, Puglia e Provincia di Trento.

Le ragazze non lasciano la scuola. E alzano la media dei laureati

Un trentenne su tre è laureato e questo fa di noi la terza regione d'Italia per questo indicatore dietro a Lombardia e Provincia di Trento. Marche in cima alla classifica se guardiamo i laureati maschi (il 27,3%) anche se sono più le donne ad aver conseguito la laurea (il 38,7%). Che le marchigiane abbiano una marcia in più per quanto riguarda gli studi è chiaro anche leggendo i dati sulla dispersione scolastica: i 18/24enni in possesso della sola licenza media sono diminuiti al 10% rispetto al 19% del 2005 ma questo miglioramento è dato dalla sola diminuzione femminile (ora al 5%) che compensa invece l'aumento degli abbandoni al maschile che sfiorano il 15%. Stabile al 19% la percentuale dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studia né lavora, i cosiddetti Neet. 

Una famiglia su quattro ha paura

Una famiglia su quattro si sente in pericolo. È la percezione d'insicurezza dei marchigiani. Un dato più basso rispetto alla media nazionale e migliore di quello dell'anno precedente alla rilevazione (2016) quando il rischio criminalità era sentito dal oltre il 40% della famiglie residenti nelle Marche. Tuttavia tra percezione e realtà c'è un abisso. I reati diminuiscono sensibilmente tanto che le Marche, nella classifica nazionale, sono lontane fuori dalla poco ambita Top 10 delle regioni più colpite sia per furti (12esima), rapine (14esima), denunce per vari reati (16esima). Se guardiamo agli omicidi siamo addirittura penultimi davanti alla Basilicata.  

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