Dalla Croce Gialla al trionfo a “La Corrida”: «Ora una canzone per mamma che non c’è più»

La vittoria davanti a 4 milioni di spettatori, il primo singolo e una dedica alla mamma. Alessandro, alias "Dante", racconta la sua musica

Alessandro "Dante" Mancuso

«L’obiettivo è vivere come piace a me, cantando sì, ma senza diventare ricco o troppo famoso. Fare concerti e guadagnare 2.000 euro al mese, sai che ti dico? Andrebbe benissimo». Alessandro Mancuso ha 22 anni, artisticamente si fa chiamare “Dante” e il motivo preferisce tenerlo per sé: «Scusami, non l'ho detto neanche in diretta tv». Di grilli per la testa non ne ha. Non gli sono venuti neppure dopo aver vinto "La Corrida", lo scorso maggio davanti a 4 milioni di spettatori in prima serata sulla Rai. Ha conquistato tutti con "Through the barricades” degli Spandau Ballet: «E’ stato particolare perché non capita tutti i giorni di esibirti con quello share di telespettatori davanti a Carlo Conti, Nino Frassica e gente che vedevi solo in tv da bambino – ha detto Alessandro- è’ stato strano, anche figo, ma non ho mai pensato di potercela fare anzi non mi sono neppure sforzato troppo per vincere a tutti i costi». E adesso? Ancora musica, ma senza un genere particolarmente definito. Nei prossimi due mesi “Dante” pubblicherà un singolo con ritmi moonbathon, una forma di musica house, ma soprattutto un lavoro piano-voce dedicato alla mamma scomparsa. Il titolo si vedrà: «Nelle mie canzoni il titolo è l'ultima cosa a cui penso».

Alessandro è Nato a Rimini, ha origini crotonesi ma vive praticamente da sempre a Falconara. In città lo ha portato l’attività del papà, che lavora in marina. Di passioni ne ha due: l’arte e l’aiuto per il prossimo, attività quest’ultima che porta avanti come volontario della Croce Gialla di Falconara. In estate ha pubblicato “Mito Rossa”, il singolo che racconta un vecchio amore non corrisposto e che sta spopolando sia su Youtube che Spotify. L’ossessione per la musica però viene da lontano. Sì, ossessione, la chiama così lo stesso artista: «Fin da piccolo a scuola venivo ripreso perché canticchiavo e ticchettavo sul banco – racconta “Dante”- creavo un rimo con la bocca, con i denti e con qualunque cosa che potesse riprodurre un suono. Avevo sempre una canzone in testa, era quasi un’ossessione. Chissà – scherza- magari è una qualche strana forma di patologia». Talento affinato poi con le lezioni di canto: «Ora vorrei affiancare anche lezioni di pianoforte perché credo che mi aiuterebbe nella composizione. Spesso mi trovo bloccato proprio perché non riesco a esprimere una data emozione sulla tastiera». E proprio l' emozione, come per ogni compositore, è il “là” per una canzone. Per “Dante” però questo è solo uno degli elementi: «A me non piace solo la musica ma anche il cinema, la recitazione, i colori e le immagini- spiega il cantautore- in “Mito Rossa”, ad esempio, c’è il modello di auto che apparteneva alla ragazza ma anche molti richiami al rosso, che è il colore dell’amore. La canzone la immagino prima, anzi immagino già anche il videoclip e lo vedo praticamente realizzato. In questo caso specifico anzi, ho “visto” prima il video che la canzone». 
 

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