Arricchire la propria vita migliorando quella degli altri, diventa volontario della Lega del Filo d'Oro

Partono i corsi di formazione per i volontari della Lega del Filo d‘Oro per una esperienza formativa che permetterà di migliorare la qualità della vita delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali

Foto di repertorio

Come ogni anno la Lega del Filo d’Oro dedica i mesi di febbraio e marzo ai corsi di formazione dei nuovi volontari, una risorsa fondamentale per permettere a bambini e adulti sordociechi di vivere relazioni spontanee contribuendo ad arricchire il “loro mondo”. Nelle Marche, presso il nuovo Centro Nazionale di Osimo, dal 2 al 23 febbraio, sarà possibile partecipare a corsi gratuiti articolati in una serie di lezioni teoriche, tenute da professionisti dell’Associazione, e in attività pratiche con gli utenti della “Lega”, in cui si affiancheranno volontari già esperti e operatori.

I volontari hanno un ruolo importantissimo alla Lega del Filo d’Oro: affermano i valori della solidarietà, della gratuità e della partecipazione e, con la loro preziosa disponibilità, favoriscono il coinvolgimento attivo delle persone sordocieche in qualunque contesto, svolgendo il ruolo di guida, di intermediario con il mondo esterno e di punto di accesso alle informazioni. Inoltre, il loro supporto permette di accrescere l’offerta di molteplici attività ricreative e di socializzazione, favorendo il miglioramento della qualità della vita delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. I soggiorni estivi, ad esempio, rappresentano una delle attività storiche della Lega del Filo d’Oro realizzate proprio grazie al contributo fondamentale dei volontari.

«I volontari sono parte integrante del modello operativo della Lega del Filo d’Oro sin dalla sua costituzione, a supporto e completamento delle attività dei Centri Residenziali e dei Servizi Territoriali – dichiara Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro - Ogni volontario è prezioso e indispensabile, perché aiuta la persona sordocieca a sentirsi più partecipe della propria vita, permettendole di vivere nuove relazioni. Quanti decideranno di diventare volontari per la nostra Associazione non vivranno solo un percorso formativo, ma una vera e propria esperienza di vita».

Oltre che ai volontari diretti, che prestano il loro servizio a stretto contatto con la persona sordocieca e pluriminorata psicosensoriale, alla Lega del Filo d’Oro si dà ampio spazio al volontariato indiretto, in cui è l’Associazione ad essere messa in relazione con la società attraverso eventi promozionali, di raccolta fondi, di sensibilizzazione e informazione. Nel 2017 il numero di volontari attivi nelle Marche sono stati 172, mentre sul territorio nazionale ha raggiunto il massimo storico, pari a 652 unità (+7% rispetto al 2016), che hanno donato oltre 50mila ore di servizio, tra volontariato diretto e indiretto. Nelle Marche i corsi di formazione si terranno presso il Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro di Osimo – in Via Linguetta 3 – nei giorni di sabato 2 febbraio, sabato 9 e sabato 16 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 19.30 e sabato 23 febbraio dalle ore 9.00 alla ore 17.30. Ci si potrà iscrivere entro il 25 gennaio 2019.

I corsi di formazione

Oltre a fornire informazioni sull’Associazione e sulle caratteristiche degli utenti, i corsi si incentrano prevalentemente sul trasmettere le conoscenze necessarie a decodificare i bisogni delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Durante i corsi i volontari apprenderanno come entrare in contatto con loro, come comunicare, come supportarle nell’orientamento e nella mobilità. Un percorso determinante non solo per chi farà volontariato diretto e andrà ad occuparsi degli utenti, ma anche per chi si farà portavoce della Lega del Filo d’Oro partecipando attraverso il volontariato indiretto alle attività di promozione e raccolta fondi, ai trasporti e ad altre attività complementari. Ai volontari è richiesta la disponibilità a svolgere un servizio con cadenza settimanale o quindicinale: la costanza è fondamentale soprattutto nel volontariato diretto, in quanto le persone assistite credono molto nella relazione con il volontario.

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