Salari e sicurezza, Fiom chiama Fincantieri: «Fuori il neocaporalato dagli appalti»

La Fiom si complimenta con gli operai Fincantieri per la realizzazione della nave da crociera Silver Moon, ma chiede al cantiere un dialogo sui temi del salario, sicurezza e trasparenza

Si è svolta ieri 29 Agosto 2019 il varo della "Silver Moon" presso la Fincantieri di Ancona. Anche  la Fiom si congratula con tutte le maestranze per la realizzazione del nuovo gioiello del mare: «E' bello vedere un cantiere che pochi anni fa era destinato a chiudere, essere ritornato in attività con un carico di lavoro tale che mette in sicurezza l’opificio per diversi anni - scrive il sindacato in una nota - con un piano di  investimenti già definito che, una volta portati a termine, raddoppierà la capacità produttiva dello stesso, mettendo lo stabilimento Fincantieri di Ancona nelle condizioni di poter competere anche per la costruzione di navi molto più grandi». Occhio però a non sottovalutare il futuro, avverte la Fiom: «Fermarsi qui non basta; dire che va tutto bene non è corretto sopratutto guardando alla tutela ed alla giusta remunerazione di quelle maestranze che, con il loro lavoro “di grande qualità”, consentono risultati tanto apprezzati. C’è tanto da fare, iniziando dai lavoratori delle ditte d’appalto (ora circa 2500 sui 3.000 totali) che ogni giorno entrano in cantiere. Serve mettere mano ad un percorso di trasparenza per i lavoratori delle ditte in appalto e subappalto così che non vi sia posto per  ricatti e neocaporalato – prosegue il sindacato - affinché vi siano salari dignitosi ( e “davvero” disponibili ai lavoratori), va cancellata la pratica delle “paghe globali” che coprono qualsiasi forma di sfruttamento e producono elusione fiscale e contributiva».

La Fiom, sempre nella nota firmata dal segretario generale pronvinciale Tiziano Beldomenico e dal segretario provinciale CDLT Marco Bastianelli, segnala che da più parti si dichiara una crescente difficoltà nel  trovare operai professionalmente preparati alle mansioni che servono per costruire una nave: «ne siamo consapevoli, ma sappiamo anche che sfruttamento e qualità professionale non possono andare assieme. D’altro canto pensiamo serva un percorso condiviso e del quale il sindacato vuol essere parte attiva con imprese, strutture di formazione e enti territoriali preposti per dare vita a corsi di formazione per le professionalità che possano servire sia direttamente a Fincantieri che alle ditte appaltatrici garantendo a coloro che parteciperanno  un futuro certo ed un  lavoro dignitoso, tutelato e di qualità». Poi la sicurezza: «Occorre non abbassare la guardia tanto meno in un cantiere dove sono presenti tanti lavoratori stranieri che hanno difficoltà con la lingua Italiana. Se su questi temi Fincantieri è disposta a discutere  e i vari attori istituzionali e politici ad attivarsi per un confronto che definisca progetti e comportamenti concreti, noi come sindacato siamo pronti».

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