Caso autovelox, ecco i primi ricorsi. Il legale: «Vi spiego perché le multe sono illegittime»

L'avvocato Italo d'Angelo è pronto ad avviare i ricorsi contro le multe dell'autovelox di Falconara, già depositati invece quelli di Assoutenti contro 120 sanzioni

Italo D'Angelo

Diffida scaduta, tempi burocratici e nel giro di una settimana partirà la tranche di ricorsi affidata all'avvocato Italo D'Angelo dagli automobilisti pizzicati dal Velocar sulla variante alla Statale 16. Già depositati invece quelli presentati da Assoutenti contro ben 120 sanzioni. D'Angelo, già comandante regionale della Polizia Stradale delle Marche, ha fatto il punto normativo e giuridico del caso che sta facendo discutere Falconara. Premessa: «Dopo una vita in uniforme non mi passa neppure per la testa di andare contro un’amministrazione che installa un dispositivo utile alla sicurezza stradale- ha spiegato il legale- ma se diventa una trappola e non risponde alle circolari ministeriali il discorso è diverso». Quelle multe sono illegittime per D’Angelo, che ha vinto 180 ricorsi in primo grado contro l’autovelox di Filottrano (alcuni parzialmente riformati in Appello) spiega il perché con carte alla mano. Allo studio di D'Angelo si sono rivolti alcuni ricorrenti che si sono mossi tramite l'Acu Marche. Una diffida al Comune di Falconara è stata inviata anche dal legale Donatella Baleani, principlamente di utenti che si sono rivoltoi allo sportello informativo della Lega di Falconara e all'Associazione Insieme Civico.

La legge del 2010 

«La legge del 29 luglio 2010 stabilisce la distanza minima di 1 km tra il segnale di limitazione di velocità e il dispoitivo elettronico, che in quella strada è di 70 km/h - spiega D'Angelo -tra l’ingresso alla variante, lato Castelferretti, e il Velocar ci sono però poco più di 800 metri quindi non viene rispettata la distanza minima. Non solo, il dispositivo è anche stato messo dietro a un cavalcavia che lo rende poco visibile di giorno e praticamente invisibile di notte». 

La Corte di Cassazione

Proprio a questo proposito il legale cita una sentenza della Corte di Cassazione, che ha accolto un ricorso contro il Tribunale di Livorno (ordinanza 5 marzo 2019, n.6407). Impugnazione fondata, dice la Suprema Corte, perché: “l’articolo 142 comma 6 bis del Codice della Strada specifica che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità devono essere ben visibili e la necessaria visibilità della postazione di controllo è condizione di legittimità dell’accertamento, con conseguente nullità della sanzione in difetto di detto requisito”. «Non solo deve essere visibile il segnale- osserva il legale- ma anche lo stesso macchinario».

La circolare Minniti e i compiti del Prefetto

«Il dato ancora più importante determinato nel 2017 dalla circolare Minniti (dopo le direttive Maroni del 2009) è che il tratto dove è consentita l'installazione del Velocar deve essere quello con la maggiore sinistrosità» spiega D’Angelo. La Minniti specifica che, tranne su autostrade e extraurbane principali, l’individuazione delle arterie dove posizionare il dispositivo “spetta al Prefetto, con proprio decreto, sentiti gli organi di polizia stradale e su conforme parere degli enti proprietari delle strade” e che “la contestazione differita delle violazioni rilevate con i dispositivi in argomento è legittima quando i tratti di strada rispondono ai criteri di elevato indice di incidentalità e alla documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata”. Già Maroni nel 2009 aveva costituito l’osservatorio in seno alla Prefettura sulla sicurezza stradale, chiamato però solo nel 2017 da Minniti a riunirsi anche per determinare le strade idonee all’installazione. Su quali basi? Proprio sull’indice di incidentalità: «Non mi risulta che in quel tratto ci siano stati tutti questi incidenti» dice il legale. Il nodo della questione, spiega D’Angelo, è proprio questo: «Le contravvenzioni elevate a Falconara, come si legge nei verbali, sono effettuate su tratto di strada individuata con Decreto Prefettizio del 1/10/2012, ma la circolare Minniti entra in vigore cinque anni dopo e questo sarà il motivo principale del nostro ricorso». Il tratto individuato dalla Prefettura di Ancona nel 2012 va dal km 288 al 296+300. 

L’accesso agli atti

L’Acu Marche, tramite il consulente Fabio Amici, ha chiesto anche stamattina al Comune di poter consultare le documentazioni relative alla conformità del dispositivo con la legge Minniti. La Prefettura ha fornito nuovi pareri su dove installare il Velocar dopo quanto stabilito nel 2012? Come è stata controllato l’indice di sinistrosità in quel tratto? «La legge dice che il Comune può fornire i documenti entro 30 giorni, ma quello è un limite massimo. Se i documenti ci sono noi dovevamo averli subito, invece siamo al 23° giorno e ci è stato detto che li avremo domani – conclude D’Angelo- sempre domani il sindaco farà sapere anche se il Velocar è disattivato oppure no». 

Depositati i ricorsi di Assoutenti

L’associazione dei Consumatori Marche ha fatto sapere in una nota di aver depositato i propri ricorsi contro oltre 120 contravvenzioni che hanno interessato tra i mesi di agosto e settembre diverse decine di automobilisti, tra lavoratori pendolari e residenti di zone limitrofi al Comune di Falconara. «E’ evidente che le argomentazioni addotte nei vari ricorsi hanno indotto l’amministrazione falconarese a ricorrere ai ripari, visti i numerosi errori amministrativi e tecnici in cui è incappata in questo primo periodo autunnale - ha commentato l'avvocato Manola Giorgini - la “pausa” di riflessione credo serva più che mai per ripensare seriamente e concretamente ad una scelta che si è rivelata più penalizzante per gli utenti che utile ai fini preventivi. Assoutenti sta predisponendo una seconda sequenza di ricorsi che si focalizzeranno proprio sulle caratteristiche tecniche dell’impianto che risulta decisamente al disotto degli standard previsti dalla normativa vigente»

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